giovedì 25 giugno 2026

IL DIO DELLA VITA E DELLA MORTE

 


 

È un mistero comprendere come l’uomo essendo stato creato da Dio sia sottoposto alla morte. Se anche l’universo e il mondo stesso nel crearli ha esclamato che ogni cosa era buona, perché Dio li ha sottoposte alla morte? Perché ha fatto l’uomo alla sua immagine se il tutto deve soccombere? Domande a cui la mente dell’uomo non può rispondere essendo l’uomo come l’argilla che, se pur perisce, Dio ha detto che quel vaso era buono. Tuttavia, all’uomo ha riservato un privilegio di essere trasportato nel suo regno per seguire la vita e la legge dell’eterno. Se Dio nel suo regno è il Dio dell’eternità e della vita infinita, nelle tenebre può essere Dio della vita e della morte.  Esodo 11:4 Mosè disse: Così dice il Signore: Verso mezzanotte io passerò in mezzo all'Egitto 5 e ogni primogenito nel paese d'Egitto morirà... Dio passando in Spirito nella terra d’Egitto, seminò la morte. Egli si è fatto esecutore di una pena contro ciò che ha creato, raffigurandosi come un padre terreno che rettifica i figli anche con la morte. Questa severità nasce non dalla sua indole, poiché, Dio è amore, ma dalla grave colpa di Adamo ed Eva, che hanno disubbidito un comando decisivo di Dio. Tuttavia, la loro disubbidienza fu già considerata da Dio, in modo illogico per l’uomo ma logico per Dio. Così, Dio punisce anche con la morte riservando all’anima di sottoporsi al giudizio di discolpa. Da questo, si nota che Dio dà vita e morte secondo il suo volere e la proporzionalità divina come si dispone. Con sentimento volitivo può far eccedere il suo amore e il perdono come può far pervenire la morte istantanea sempre a beneficio del morto, secondo i suoi piani divini sconosciuti alla logica umana. Dio è Dio e non è sottomesso a nessuno se non alla sua persona e alla legge che pone tra Egli stesso e l’uomo. Dio può anche pentirsi come lo fece con il diluvio, ma il risultato è sempre a beneficio dell’uomo perché Dio lo ha creato nelle tenebre per provarlo al fine glorioso di sopravvivenza eterna. L’uomo fa talmente eccezione tra tutte le cose create da Dio in questo universo, che per lui ha sacrificato il proprio Figlio Gesù facendogli sperimentare la morte dell’uomo sulla terra. Così, per ottenere l’uomo eterno, Dio, ha dovuto crearlo nelle tenebre come la luce che nel principio era mista con le tenebre e poi fu separata come similmente una rosa che nasce tra le spine e poi raccolta. Dio non ha piacere di dare la morte, ma è lo strumento perché l’uomo capisca che solo Dio è quello che dispone tutto. Anche Gesù ha dovuto esperimentare la morte che pur dolendosi di morire sulla croce ogni cosa fu fatta perché l’uomo capisse che dopo la morte vi è la vita, come Egli stesso è risorto. Non sappiamo l’umanità morta per causa dell’ira di Dio dove va a finire, ma certo è che la loro esistenza non sarà considerata inutile nel mondo, essendo che, tutto muta e tutto si rinnova secondo la legge dell’universo che Dio ha fatto. Niente è inutile in questo mondo per il sol fatto chi è nato e che è vissuto, ed essendo che, Dio che gli ha dato lo spazio di tempo a suo favore e il godimento della natura di questo mondo non può dileguarsi nel nulla.  

Pace e fede nel Signore                  

 

       

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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