Il re Erode, travagliato nel credere in Dio, provava un senso di timore verso Giovanni Battista, per questo motivo, lo lasciava predicare tra il popolo, tenendosi reticente ad impedirlo. Egli sapeva che Giovanni era da Dio e non replicava ai richiami morali che gli faceva, in riguardo al matrimonio di Erode ed Erodiate in condizione di adulterio contro il fratello Filippo. Questo trasgredire è stato il principio della sua caduta in perdizione, essendo che, Dio ha messo a confronto Erode e Giovanni per mostrare ad Erode quanto dannosa e sanguinaria possa essere la disubbidienza a Dio nella propria vita e nella vita degli altri. Su questo contesto si sono opposti due ideali, quello modano di Erode, coinvolto da Erudiate, e quello spiritale del Battista che era saldo fortemente alla fede in Dio. Nel mezzo si pone l’intromissione di satana che si impossessa di Erodiate, la quale, prende come strumento di seduzione la figlia danzatrice. Si atteggia così, per certi aspetti un dramma simile a quello di Adamo ed Eva, nel quale, fa da influencer la seduzione. Satana a quanto si possa capire fa persistere l’adulterio come vittoria mondana e la terribile morte di Giovanni Battista, come contrasto al divino. Ma mentre la scena si svolge tra il mondo e lo spirito, si evidenzia la presenza di Gesù che sembra essere riflessiva e non in azione. Come possiamo intendere l’evento che ha posto in essere l’arresto e la morte di Giovanni? Se dovesse sembrare che Gesù si pose solo come spettatore senza essere intervenuto con un potente miracolo, dobbiamo considerare anche altri casi che coinvolgono la volontà e la logica di Dio. Infatti, vengono in evidenza dei fatti quasi simili: dal fatto che satana interrogò Gesù nel deserto si è avuto modo di vedere il potere satanico di intervenire in ogni circostanza per ostacolare il piano di Gesù, anche quando usò Pietro oppure Tommaso o Giuda fino alla croce. Gesù, in quel frangente di tempo del martirio di Giovanni possiamo capire che non era il suo tempo di intervenire. Questo perché bisogna che l’uomo capisca i piani e tempi di Dio anche quando gli sembrano illogici. Il sacrilegio di Erode, che ha fatto uccidere Giovanni, è stato la trasparente figura di riflesso di satana che fece uccidere Gesù sulla croce. Giovanni come è stato anteposto nella predicazione di Gesù lo è stato anteposto anche nel sacrificio della morte. Tutta una logica divina che va fuori dall’intelletto umano, che considera illogico, il sacrificio della salvezza. Giovanni fu incatenato e decapitato, Gesù fu legato e appeso alla croce in una posizione intermedia tra il cielo e la terra, come per rappresentare il ponte che attraverso di Lui possiamo andare nel regno dei cieli. Erode, invece, rappresenta l’anima travagliata dell’uomo, legato al mondo che guarda con timore Dio ma mai decide di ripudiare il mondo. È la posizione che Dio detesta, per la quale, nella inconsapevolezza del giudizio divino, l’uomo persiste nella logica razionale e, quindi terrena, trascurando la reale saggezza divina.
Pace e fede nel Signore
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