lunedì 25 maggio 2026

GESU' EDIFICA LA SU ACHIESA

 


 

Matteo 16:18 E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere. A Simone Gesù gli ha cambiato nome, chiamandolo Pietro. Con questo nome Gesù ha voluto trasmettere al mondo la base su cui si poggeranno i cristiani. Tuttavia, resta una emblematica dichiarazione fatta da Gesù a Pietro con la quale gli avrebbe affidato la fondazione della sua chiesa. Esaminiamo le parole su questa pietra, essendo che, pietra e Pietro hanno lo stesso significato ma che assumono significato diverso se non si identifica la persona o la cosa su cui Gesù stava riferendosi. Questo rimane un problema apparentemente irrisolvibile se rapportiamo la pietra riferita da Gesù all’oggetto che sarebbe stato preso in considerazione durante il colloquio o a Pietro come fiduciario e delegato di essere stato scelto per guidare la chiesa di Cristo. Se consideriamo la pietra essere il riferimento, dobbiamo associare il discorso alla pietra, di cui, Gesù ne è rappresentante della costruzione della chiesa, come pietra angolare, se invece si riferisce alla persona Gesù, come capo della chiesa, allora, il Capo darebbe mandato a Pietro di fondare la chiesa come cristiani e quindi la piena evangelizzazione al mondo della buona novella su cui si radicherebbe il vero significato sulla persona Pietro. Sulle parole edificherò la mia chiesa, vale il riferimento che Gesù sarà partecipe principale sulla sorte del suo avanzamento e sulla difesa della chiesa contro satana. Sebbene Gesù abbia detto a Pietro di dargli mandato di essere il fondamento della chiesa, Egli, ne rimane il Capo indiscusso della sua chiesa sulla terra. Ne è conferma il fatto che Gesù dice che alla sua assenza manderà il suo Consolatore a guidare la sua chiesa con gli stessi suoi insegnamenti ed attuerà un’azione di difesa contro gli attacchi di satana. Come si vede il progetto di Gesù è completo in ogni sua parte sia riferibile alla guida materiale con Pietro che in quella spirituale con il Consolatore.  Il tutto fa capo a Gesù essendo che la chiesa gli è stata affidata da Dio Padre a Gesù, lo ricordammo quando dice Giovanni 17:6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. La chiesa sembra appartenere a Dio come parte del suo ministero della salvezza e che viene offerta a Gesù per il beneficio del sacrificio fatto sulla croce, di cui, Dio ne è partecipe nel seguire tutti i passaggi per il raggiungimento dello scopo. Avendo creato l’uomo con le sue stesse mani ne goderà il fine nel momento della salvezza ove gli uomini saranno presenti nel suo regno tutelati come pupilla dei suoi occhi. L’esistenza non si fermerà in questo mondo ma proseguirà in un altro mondo sotto l’egida di Gesù in eterno. Infatti ciò che Dio ha creato con le sue mani non può avere fine se non l’eterno vivere. A Lui sia la gloria.  

Pace e fede nel Signore       

 

martedì 19 maggio 2026

IL RAPPORTO DELL'UOMO CON DIO

 


 

l rapporto che esiste tra gli uomini dipende dalle relazioni che sorgono tra gli uni e gli altri che governano la fattispecie umana in questo mondo. I sentimenti sono condivisi e proporzionati a quello che si riceve, tale da rendere funzionale il sistema esistenziale in un lungo tempo indefinito. Questo sistema non coincide con il rapporto che l’uomo deve avere con Dio, essendo l’uomo materia creata, la quale, segue una traiettoria super naturale di divina origine, mentre Dio è divino di per sé. In effetti il rapporto dell’uomo verso Dio prende forma dalla struttura carnale che si relaziona con quella di Dio che è spirituale. Tra i due l’uomo è trino con carne, anima e spirito, simile ma non uguale a Dio, che è Trino come Padre, Figlio (la Parola) e Spirito Santo. Questo significa che Dio domina la carne perché Spirito Creatore della carne e per questo ha in ogni circostanza compassione dell’uomo. Alla frase: Genesi 6:3 Il Signore disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne. Dio pone una condizione limite della sopportazione dello spirito divino verso la carne. Se l’uomo non riesce a rendersene conto della sua dipendenza spirituale perde il rapporto con Dio e Dio, nel caso in oggetto, ne limita l’esistenza come l’ha portata a 120 anni.  Consideriamo la trinità dell’uomo in riferimento alla carne, egli dovrebbe osservare le regole dettate da Dio, ma non è sempre possibile, infatti, lo stesso Paolo dice che faccio sempre quello che non vorrei fare. A questa deficienza dell’uomo Dio dona spesso il suo perdono affinché lentamente egli si ravveda. Avendo visto che Dio concede grande consapevolezza e perdono sia nei confronti della debolezza della carne e sia di quella detta prima, dello spirito, diverso è il caso sulla debolezza dell’anima. Qui l’anima pecca e paga il fio, essendo che essa rispecchia quell’anima vivente di Adamo ed Eva, che essendo loro a conoscenza delle direttive di Dio, perché l’anima conosceva Dio, hanno disatteso le norme di Dio. Come dire che tra l’auto, il conducente e la benzina che fa muovere il corpo auto, chi paga l’infrazione è il conducente e quindi è l’anima dell’auto a pagare, essendo la carrozzeria la carne, la benzina lo spirito e l’anima il conducente. Ecco che quando Dio pose il limite all’età dell’uomo non si rivolse al corpo o allo spirito ma direttamente all’anima dell’uomo che pur sapendo, ella disattese la regola di Dio. Il rapporto di quanto possiamo intendere è riferibile all’anima e non al corpo. Ma allora quando l’uomo viene colpito da malattie o diventa zoppo o altro, cosa succede? Succede che la carrozza è investita e che il conducente, anima, deve stare attento a guidare il suo corpo. Meglio che si entra con un occhio o con un arto in meno nel regno di Dio che avere l’anima in peccato dice Gesù. Quindi quello che vale è il conducente che deve essere sano e puro.

Pace e fede nel Signore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sabato 2 maggio 2026

CHI HA CREATO SATANA?

 


La domanda che molti fanno: come sia possibile che Dio, unico Dio e Creatore e potente in assoluto, nella sua eterna esistenza e gloria, possa esistere satana? È un mistero.  Il principio del carattere di Dio è quello di formare angeli e uomini liberi in modo da rispecchiare la sua infinita disponibilità di pensiero creativo, lungi dal creare esseri controllati come automi. Questi ultimi non servirebbero allo sviluppo della potenza creatività di Dio. Egli crea sulla base delle opportunità e degli elementi liberi che vuole che esistono, come gli angeli sul cielo o l’uomo sulla terra. Infatti, anche gli animali sono liberi, così pure la terra è libera ove si formano montagne, terremoti con tutti gli eventi naturali, nulla è perpetuo. Anche il sole è libero di aumentare o diminuire il suo fascinoso sistema di fenomeni nucleari che portano alla terra luce e calore. Cosa centrerebbe satana su tutto questo? Satana, secondo quando possiamo intendere, si è sviluppato dalla volontà ribelle di un Angelo detto, Lucifero, la ribellione si è materializzata in lui, come il sole muta il suo manto, così, l’egoismo ha trasformando il perfetto Angelo, in satana, cioè, la negatività del giusto e del bene è stata inquinata dal pensiero del male o come si vuol intendere la luce si è trasformata in tenebre. Come se il polo positivo divenisse in un attimo negativo influenzando il sistema di cui è stato formato. È stato un errore o un non calcolo o un imprevisto? Dio lo sa.  Noi possiamo dire soltanto che la libertà, come fa peccare l’uomo ha fatto peccare Lucifero o viceversa. Il problema sta nella totale libertà acquisita, infatti, vediamo che la troppa libertà porta alla morte, così pure satana e pure l’uomo vanno alla morte. Dio non avrebbe mai voluto nel Giardino dell’Eden, far apparire satana ma, può anche crearlo. Egli forma il bene e il male: Isaia 45:7. Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, il Signore, sono colui che fa tutte queste cose. In satana vediamo una evoluzione di potere, da ribelle è diventato accusatore in Giobbe, è diventato principe di questo mondo e testatore su Gesù nel deserto e boia sulla croce. Alla fine dei tempi, in Apocalisse, combatterà con Gesù è perderà per sempre. Satana resta un personaggio indecifrabile ove si disconosce il motivo da cui è nata la sua opposizione a Dio, che non sarebbe mai dovuta accadere, essendo un angelo del cielo. Siamo consapevoli di non essere stati chiari ma i motivi della presenza di satana vanno aldi là della nostra mente.  

Pace e fede nel Signore