giovedì 13 agosto 2026

O UOMO DI POCA FEDE

 

 

Il fatto che Gesù consigliò ai discepoli di precederlo sull’altra riva, evidenzia un preciso piano di evento che avrebbe fatto convergere gli apostoli ad assistere alla manifestazione di un grande prodigio. Se Gesù obbligò i discepoli di andare all’altra riva, come avrebbe potuto Egli raggiungerli se non con un’altra barca? Questa, è stata la consapevolezza dei discepoli che Gesù sarebbe tosto arrivato con un’altra barca. Ma nel frattempo, quando il mare si fece minaccioso, crediamo che Gesù abbia comandato il vento di agitare il mare verso la barca e porla in difficoltà. Vediamo in questo mare mosso, che le potenze della natura collaborarono attivamente alla esecuzione del prodigio, investendo la barca che viceversa, difficilmente in quel mare si sarebbe potuta trovare in difficoltà.  Ecco che Gesù decise di andare a piedi camminando sul mare, pur sapendo che avrebbe provocato ai discepoli una paura non indifferente appena lo avrebbero visto. Così, Gesù appena vicino alla barca si fece notare e, come previsto, i discepoli lo presero per un fantasma, non credendo che mai Gesù avesse potuto camminare sul mare. In questo tratto episodio, possiamo notare che il mondo, rappresentato dalla barca, ha paura dello spirito, cioè, di vedere oltre la realtà materiale la realtà divina, essendo che, vi è molta differenza tra le due dimensioni. Tuttavia, Pietro con la sua solita intraprendenza, supera questo limite e va oltre verso l’ignoto divino, deciso di avvicinarsi alla realtà spirituale superando gli altri discepoli, come dire oltrepassare il mondo. Ecco che egli diventa il pioniere degli uomini per conoscere il mistero del divino e la sua potenza, ma ancor di più di verificare la realtà di Gesù come venuto da fuori di questo mondo.  Il suo sforzo viene tuttavia ostacolato dalla paura da un lato e il dubbio che Gesù fosse veramente un fantasma, per cui, gli fecero perdere la realtà che la potenza divina avesse potuto veramente farlo camminare sul mare. Essendo entrato il dubbio nel suo cuore cominciò a farlo affondare. Immediatamente stese le sue mani per essere aiutato ad emergere, gridando Signore, salvami!  Matteo 14:31 Subito Gesù, stese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato? Qui, Pietro viene rimproverato per la poca fede che aveva posto in Gesù, essendo che, si è lasciato sopraffare dalla paura, la quale, ha soggiogato la sua fede, facendolo divenire manchevole della promessa fatta a Gesù, di essere pronto a dare la sua vita per il Maestro. Tuttavia, Gesù tende la sua mano e lo tira fuori dall’acqua come Dio che salva il pentito: come un tizzone scampato al fuoco. Pietro rimane d’essere un grande apostolo, anche se ha negato Gesù per tre volte.  Quella circostanza era scritta nel ministero di Gesù da non potere essere cambiata. Pietro rappresenta tutti noi con i nostri sentimenti e le nostre paure, poiché, tutti siamo dei Pietri di fronte a Gesù.

Pace e fede nel Signore                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 20 luglio 2026

LE DIECI VERGINI

 


 

E ‘un passo molto conosciuto che oltre a dare un rigoroso avvertimento, quello di stare avveduti in attesa della venuta di Gesù, causa nel nostro intimo un senso di sgomento nel pensare se tra quelle vergine inavvedute potremmo, senza volerlo, esserci noi. Gesù non vuole in questo passo essere di parte nel favorire solo quelle avvedute ed essere disinteressato verso le disavvedute, ma vuole mandare un avvertimento sia alle une che alle altre, di essere predisposti e pronti ad una improvvisa apparizione di Gesù, essendo che, nessuno di noi sa a quale dei due gruppi potremmo appartenere. Se il gruppo delle vergini avvedute si fornì di olio per prepararsi all’attesa di Gesù, anche le disavvedute andarono con l’olio come fecero le avvedute, solo che non provvidero per la scorta. Tuttavia, la volontà di attesa c’è stata ma non fu completa sulla resistenza. Questo mancamento non può essere attribuito al fatto che Gesù avrebbe abbandonato chi si fosse apprestato con desiderio e fedeltà di accoglierlo, se nel percorso avesse avuto una discrepanza nell’organizzare l’attesa. Non è Gesù il divino pastore che se si perde una pecora lascia le altre per andare a recuperare la perduta? Bene. Questo è scritto e questo Gesù farà sempre. Qui siamo tra le pecore non perdute che, anche se perfette e meno perfette, stanno tutte nel gregge e che tutte seguono il pastore.  Anche nel momento che le vergini si sono accorte di non avere più olio, esse sono andate a comprarlo in vece di lasciar perdere, ciò significa che la disposizione del loro cuore era costante nel coesistere nell’attesa. Di questo Gesù ne terrà conto alla fine del capitolo quando dice che: Matteo 25:13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Alla fine Gesù si rivolge a tutte e due gruppi con una disposizione d’animo di riconciliare le disavvedute e di rafforzare le avvedute. Questo atteggiamento rispecchia l’amore di Gesù che è incondizionato per accogliere tutti i ferventi e i meno ferventi ma che tutti lodano il nome di Gesù alla gloria Dio Padre.  La frase Matteo 25:12 Ma egli rispose: Io vi dico in verità: Non vi conosco, appartiene alla parabola, di cui, la stessa cosa sarebbe accaduta nel regno dei cieli. Ma quello che conta è la chiusura del discorso che Gesù dice: Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Una riconciliazione che è rivolta a tutti e per il bene di tutti. In definitiva possiamo intendere che questo sia un messaggio di sprono e non di giudizio, essendo che, l’amore di Gesù è quello che prevale per i giusti e per i peccatori pentiti e se tra i pentiti ci saranno le cinque vergini disavvedute l’amore di Gesù sarà compiuto nella sua gloria. È bene che l’uomo sappia che il giudizio di Dio non può essere letto con la mente né con la ragione della terra, ma che solo Lui sa e solo Lui dispone.  Per questo è bene di avere timore di Dio nella speranza del perdono.

Pace e fede nel Signore  

 

giovedì 16 luglio 2026

I FRATELLI DI GESU' NON GLI CREDETTERO

 


 

Se Maria e Giuseppe credettero in Gesù come figlio di Dio, come mai i suoi fratelli non lo credettero? Dobbiamo considerare che i suoi fratelli non erano di mente ottusa che per principio non credessero a Gesù per pura incredulità o antagonismo, ma il loro scetticismo era basato sul fatto che si rifacevano alla frase erroneamente interpretata di quando Gesù disse: Giovanni 7:16 Gesù rispose loro: La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Essi potevano pensare come mai Dio abbia scelto proprio nostro fratello? O è forse lui che si assume questo potere dicendo che è Dio a trasmetterglielo? Tuttavia, avendo loro in parte creduto in Lui per i miracoli che faceva, in forma simbolica gli dissero di manifestare quel suo potere agli altri.  Gli consigliarono, parti di qua e vai in Giudea, affinché i tuoi discepoli vedano anch'essi le opere che tu fai. In linea di logica giustamente gli consigliavano a Gesù di andare in Giudea ad esibire il suo potere, però, il loro ragionamento era di cognizione terrena mentre tralasciavano che Gesù era il figlio eccezionale che nacque per virtù dello Spirito Santo che volutamente ignoravano, poiché, della nascita di Gesù sicuramente Maria e Giuseppe ne avevano parlato in famiglia. Ma se i fratelli di Gesù furono tardi a concepire l’origine divina di Gesù, il popolo invece poneva un giusto e ragionevole pensiero della sua origine divina, per il fatto che avendo Gesù contrariamente a quanto aveva detto ai sui fratelli di non andare in Giudea, andò in incognito alla festa delle Campanelle e nel tumulto della folla, Gesù sentiva il parlare della gente che diceva: dov'è quel tale? 12 Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: È un uomo per bene! Così, a differenza dei suoi fratelli che lo mandarono in Giudea sapendo che Gesù era lì ricercato, il popolo, invece, lo cercava ma non in modo palese per incriminarlo ma per tutelarlo dalla guardia dei Giudei, tacendo nel rapportare la sua presenza tra la folla. A questo punto non possiamo per certo dire che i fratelli di Gesù gli fossero pienamente antagonisti, per motivo di odio o di gelosia, ma è stata la posizione dichiarata di Gesù come persona divina che li rese reticenti nel credere la realtà. Se di Giuseppe non possiamo pronunciarci se abbia preso parola tra i fratelli di Gesù intorno al suo ministero, di Maria ne abbiamo visto la piena credulità come Figlio di Dio nelle nozze di Cana, quando lo incoraggiò a trasformare sei anfore di acqua in vino perché quest'ultimo era venuto a mancare. La stessa reticenza verso Gesù dei suoi fratelli si manifestò quando Gesù fu posto sulla croce, ove non furono presenti e nemmeno Giuseppe lo fu, forse era già morto, ma solo Maria come conferma della assoluta conoscenza della divinità di Gesù e della sua profonda fede in Dio. Così più vicino a Gesù furono più i suoi discepoli e gli estranei a consolarlo che la sua famiglia, all’infuori di Maria. Tuttavia, è stato sufficiente che Dio fosse presente come Padre di tutto il mondo con il suo dolore che annichilì il tempio e il tremore della terra e la risurrezione dei morti.

Pace e fede nel Signore