lunedì 20 luglio 2026

LA DIECI VERGINI

 


 

E ‘un passo molto conosciuto che oltre a dare un rigoroso avvertimento, quello di stare avveduti in attesa della venuta di Gesù, causa nel nostro intimo un senso di sgomento nel pensare se tra quelle vergine inavvedute potremmo, senza volerlo, esserci noi. Gesù non vuole in questo passo essere di parte nel favorire solo quelle avvedute ed essere disinteressato verso le disavvedute, ma vuole mandare un avvertimento sia alle une che alle altre, di essere predisposti e pronti ad una improvvisa apparizione di Gesù, essendo che, nessuno di noi sa a quale dei due gruppi potremmo appartenere. Se il gruppo delle vergini avvedute si fornì di olio per prepararsi all’attesa di Gesù, anche le disavvedute andarono con l’olio come fecero le avvedute, solo che non provvidero per la scorta. Tuttavia, la volontà di attesa c’è stata ma non fu completa sulla resistenza. Questo mancamento non può essere attribuito al fatto che Gesù avrebbe abbandonato chi si fosse apprestato con desiderio e fedeltà di accoglierlo, se nel percorso avesse avuto una discrepanza nell’organizzare l’attesa. Non è Gesù il divino pastore che se si perde una pecora lascia le altre per andare a recuperare la perduta? Bene. Questo è scritto e questo Gesù farà sempre. Qui siamo tra le pecore non perdute che, anche se perfette e meno perfette, stanno tutte nel gregge e che tutte seguono il pastore.  Anche nel momento che le vergini si sono accorte di non avere più olio, esse sono andate a comprarlo in vece di lasciar perdere, ciò significa che la disposizione del loro cuore era costante nel coesistere nell’attesa. Di questo Gesù ne terrà conto alla fine del capitolo quando dice che: Matteo 25:13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Alla fine Gesù si rivolge a tutte e due gruppi con una disposizione d’animo di riconciliare le disavvedute e di rafforzare le avvedute. Questo atteggiamento rispecchia l’amore di Gesù che è incondizionato per accogliere tutti i ferventi e i meno ferventi ma che tutti lodano il nome di Gesù alla gloria Dio Padre.  La frase Matteo 25:12 Ma egli rispose: Io vi dico in verità: Non vi conosco, appartiene alla parabola, di cui, la stessa cosa sarebbe accaduta nel regno dei cieli. Ma quello che conta è la chiusura del discorso che Gesù dice: Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Una riconciliazione che è rivolta a tutti e per il bene di tutti. In definitiva possiamo intendere che questo sia un messaggio di sprono e non di giudizio, essendo che, l’amore di Gesù è quello che prevale per i giusti e per i peccatori pentiti e se tra i pentiti ci saranno le cinque vergini disavvedute l’amore di Gesù sarà compiuto nella sua gloria. È bene che l’uomo sappia che il giudizio di Dio non può essere letto con la mente né con la ragione della terra, ma che solo Lui sa e solo Lui dispone.  Per questo è bene di avere timore di Dio nella speranza del perdono.

Pace e fede nel Signore  

 

giovedì 16 luglio 2026

I FRATELLI DI GESU' NON GLI CREDETTERO

 


 

Se Maria e Giuseppe credettero in Gesù come figlio di Dio, come mai i suoi fratelli non lo credettero? Dobbiamo considerare che i suoi fratelli non erano di mente ottusa che per principio non credessero a Gesù per pura incredulità o antagonismo, ma il loro scetticismo era basato sul fatto che si rifacevano alla frase erroneamente interpretata di quando Gesù disse: Giovanni 7:16 Gesù rispose loro: La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Essi potevano pensare come mai Dio abbia scelto proprio nostro fratello? O è forse lui che si assume questo potere dicendo che è Dio a trasmetterglielo? Tuttavia, avendo loro in parte creduto in Lui per i miracoli che faceva, in forma simbolica gli dissero di manifestare quel suo potere agli altri.  Gli consigliarono, parti di qua e vai in Giudea, affinché i tuoi discepoli vedano anch'essi le opere che tu fai. In linea di logica giustamente gli consigliavano a Gesù di andare in Giudea ad esibire il suo potere, però, il loro ragionamento era di cognizione terrena mentre tralasciavano che Gesù era il figlio eccezionale che nacque per virtù dello Spirito Santo che volutamente ignoravano, poiché, della nascita di Gesù sicuramente Maria e Giuseppe ne avevano parlato in famiglia. Ma se i fratelli di Gesù furono tardi a concepire l’origine divina di Gesù, il popolo invece poneva un giusto e ragionevole pensiero della sua origine divina, per il fatto che avendo Gesù contrariamente a quanto aveva detto ai sui fratelli di non andare in Giudea, andò in incognito alla festa delle Campanelle e nel tumulto della folla, Gesù sentiva il parlare della gente che diceva: dov'è quel tale? 12 Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: È un uomo per bene! Così, a differenza dei suoi fratelli che lo mandarono in Giudea sapendo che Gesù era lì ricercato, il popolo, invece, lo cercava ma non in modo palese per incriminarlo ma per tutelarlo dalla guardia dei Giudei, tacendo nel rapportare la sua presenza tra la folla. A questo punto non possiamo per certo dire che i fratelli di Gesù gli fossero pienamente antagonisti, per motivo di odio o di gelosia, ma è stata la posizione dichiarata di Gesù come persona divina che li rese reticenti nel credere la realtà. Se di Giuseppe non possiamo pronunciarci se abbia preso parola tra i fratelli di Gesù intorno al suo ministero, di Maria ne abbiamo visto la piena credulità come Figlio di Dio nelle nozze di Cana, quando lo incoraggiò a trasformare sei anfore di acqua in vino perché quest'ultimo era venuto a mancare. La stessa reticenza verso Gesù dei suoi fratelli si manifestò quando Gesù fu posto sulla croce, ove non furono presenti e nemmeno Giuseppe lo fu, forse era già morto, ma solo Maria come conferma della assoluta conoscenza della divinità di Gesù e della sua profonda fede in Dio. Così più vicino a Gesù furono più i suoi discepoli e gli estranei a consolarlo che la sua famiglia, all’infuori di Maria. Tuttavia, è stato sufficiente che Dio fosse presente come Padre di tutto il mondo con il suo dolore che annichilì il tempio e il tremore della terra e la risurrezione dei morti.

Pace e fede nel Signore 

 

venerdì 10 luglio 2026

GLI APOSTOLI NON RICONOBBERO GESU'

 


Giovanni 21:4 Quando già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano che era Gesù. È un fatto insolito che gli apostoli non abbiano riconosciuto Gesù, diversamente, se un uomo morto ritornasse in vita, tutti lo riconoscerebbero per primo i suoi famigliari. Ma in questo caso Gesù non essendo stato riconosciuto perché aveva un aspetto diverso del suo volto, tuttavia, è stato riconosciuto per la voce e per il miracolo della pesca abbondante che solo Gesù lo poteva fare. Giovanni 21:7 Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: È il Signore!  Come possiamo intendere che il volto di Gesù non è stato riconosciuto subito dagli apostoli? Ci ricordiamo che Gesù dopo che è risorto, si incontrò con Maria di Magdala e mentre lei lo stava toccando, le disse non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre. La presenza di Gesù al Padre, ha provocato un cambiamento nel suo volto che diventò irriconoscibile per la sua bellezza, per cui, questo suo cambiamento sarebbe da assimilarlo a quello di Mose quando si trovò di fronte al pruno ardente, dove il suo volto brillò come aver avuto un tocco divino. Questo è l’effetto che riceverebbe l’uomo se si dovesse trovare di fronte alla gloria di Dio ma non difronte al suo cospetto altrimenti morirebbe. Così, allo stesso modo Gesù in carne ricevette lo stesso cambiamento che ebbe Mose, tale che, gli apostoli non riuscirono a riconoscerlo. Certamente il volto di Gesù, era così di bellezza unica e brillante che gli apostoli senza obbiettare pensarono che fosse un angelo divino e subito accettarono di buttare la rete nel luogo dove fu loro suggerito. Così, Gesù dopo che lasciò il Padre e scese sulla terra ebbe un diverso aspetto da sbalordire chi lo avesse conosciuto. Lo stesso effetto degli apostoli lo ebbe Tommaso che non riconobbe il Maestro ove per la sua incredulità Gesù dovette mostragli le ferite del costato e delle mani.  La non conoscenza di Gesù da parte degli apostoli è una prova inconfutabile che Gesù è salito in cielo ed è disceso tra di noi. Tommaso a torto o a ragione è stato il testimone per eccellenza della presenza di Gesù dopo la morte e della sua reale deità come Figlio di Dio, dopo che gli toccò le ferite. La conferma di Tommaso che Gesù era Dio sulla terra, ci proietta ad immaginare la realtà divina che è venuta a far visita all’uomo che lo aspettava da tanto tempo. Questo passo è la chiave che apre la conoscenza dei movimenti divini accaduti per risuscitare Gesù dalla tomba ove Dio ha dato conferma della sua opera per mezzo di Gesù. Tutto questo ci conferma il mistero della risurrezione e della dipartita di Gesù dal Padre che con la sua ridiscesa ha dato l’ultima benedizione al mondo, formulando il battesimo nel nome del Padre e dl Figliol e dello Spirito Santo. È per virtù dello Spirito di Dio, quando Gesù apparirà di nuovo sulla terra che tutti lo riconosceremo e lo loderemo come Dio.

Pace e fede nel Signore