Possiamo definire l’amore come il sentimento affettivo dominante che si manifesta nel cuore dell’uomo nel momento in cui vuole condividere una necessità di conforto. Esso trasmette agli altri la sensazione di intimo desiderio di unione e altruismo. Questo è il sentimento che Dio vuole che cresce in noi come base di convivenza somigliante all’amore collaborativo degli angeli virtuosi per il fatto che saremo trasformati in angeli del cielo, come lo afferma Gesù. Matteo 22:30 Perché alla risurrezione non si prende né si dà moglie; ma i risorti sono come angeli nei cieli. Tuttavia, si deduce che l’amore umano non può essere uguale all’amore di Dio, essendo che, anche se vi fosse il più profondo amore terreno, esso si troverebbe inferiore a quello di Dio e in certi casi, anche in contrasto. Si ricordi l’amore di Abramo nel momento di sacrificare suo figlio Isacco, ove in quel momento si sono contrapposti due amori, quello divino e quello umano e tra di essi il capro espiatorio fu rappresentato della vita di Isacco. Lì si è visto da un lato Dio che fece leva sulla fede di Abramo mettendo sul piano dell’accadimento un risultato incerto, dall’altro Abramo, che pose la sua fede sulla sollecitazione della pietà di Dio. Un momento di silenzio si manifestò tra Dio ed Abramo, mentre nel mezzo, stava la ingenuità di Isacco che aveva posto la totale fiducia in suo padre. L’arma della morte era pronta a colpire mentre Abramo con gli occhi guardava Dio. Un dilemma che non poteva essere risolto nemmeno con il pianto dell’uomo. Gli amori si sono scontrati tra Abramo che rifletteva e Dio che stava in pausa, uno sulla esecuzione che doveva fare e Dio sulla responsabilità della creazione dell’uomo che aveva fatto. La decisione, Dio, la fece cadere sul sacrificio di un ariete, per premiare la fede di Abramo. Qui è l’amore immenso di Dio che sovrasta quello dell’uomo in una vastità di sentimento incomprensibile, essendo che, Dio al sacrificio di Isacco, offrì quello del proprio Figlio Gesù come salvezza universale. Quell’incontro non fu solo una prova per saggiare la tempera della fede di Abramo ma fu il proponimento di Dio di mandare o no Gesù sulla croce. Dio mostrò il più alto e il più profondo sentimento di amore che l’uomo possa mai immaginare né capire. Infatti, nessuno può comprendere il significato della croce, dove Gesù espresse il sentimento d’amore più profondo affrontando il momento della morte: Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno. Da questo scaturisce che l’amore divino è così incompreso dall’uomo che può porre in conflitto il suo amore contro quello divino. Si ricordi Pietro quando mise la propria vita a difesa di Gesù, ed Egli gli rispose: va via satana? Così, si comprende che l’uomo non può essere sicuro di quello che deve dire né di quello che deve fare o che sia conforme alla volontà di Dio, perché la sua mente è di terra e Dio è Dio. Sulla croce Gesù espresse il vero significato dell’amore divino trasmesso al cuore dell’uomo. L’uomo non saprà mai formulare il vero significato dell’amore divino fino a quando non capirà il sacrificio di Gesù che nella sua morte ha vinto il mondo. Ma se lo ha capito satana, l’uomo con l’aiuto dello Spirito di Dio deve farcela se rinnova la sua fede ogni giorno.
Pace e fede nel Signore