E ‘un passo molto conosciuto che oltre a dare un rigoroso avvertimento, quello di stare avveduti in attesa della venuta di Gesù, causa nel nostro intimo un senso di sgomento nel pensare se tra quelle vergine inavvedute potremmo, senza volerlo, esserci noi. Gesù non vuole in questo passo essere di parte nel favorire solo quelle avvedute ed essere disinteressato verso le disavvedute, ma vuole mandare un avvertimento sia alle une che alle altre, di essere predisposti e pronti ad una improvvisa apparizione di Gesù, essendo che, nessuno di noi sa a quale dei due gruppi potremmo appartenere. Se il gruppo delle vergini avvedute si fornì di olio per prepararsi all’attesa di Gesù, anche le disavvedute andarono con l’olio come fecero le avvedute, solo che non provvidero per la scorta. Tuttavia, la volontà di attesa c’è stata ma non fu completa sulla resistenza. Questo mancamento non può essere attribuito al fatto che Gesù avrebbe abbandonato chi si fosse apprestato con desiderio e fedeltà di accoglierlo, se nel percorso avesse avuto una discrepanza nell’organizzare l’attesa. Non è Gesù il divino pastore che se si perde una pecora lascia le altre per andare a recuperare la perduta? Bene. Questo è scritto e questo Gesù farà sempre. Qui siamo tra le pecore non perdute che, anche se perfette e meno perfette, stanno tutte nel gregge e che tutte seguono il pastore. Anche nel momento che le vergini si sono accorte di non avere più olio, esse sono andate a comprarlo in vece di lasciar perdere, ciò significa che la disposizione del loro cuore era costante nel coesistere nell’attesa. Di questo Gesù ne terrà conto alla fine del capitolo quando dice che: Matteo 25:13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Alla fine Gesù si rivolge a tutte e due gruppi con una disposizione d’animo di riconciliare le disavvedute e di rafforzare le avvedute. Questo atteggiamento rispecchia l’amore di Gesù che è incondizionato per accogliere tutti i ferventi e i meno ferventi ma che tutti lodano il nome di Gesù alla gloria Dio Padre. La frase Matteo 25:12 Ma egli rispose: Io vi dico in verità: Non vi conosco, appartiene alla parabola, di cui, la stessa cosa sarebbe accaduta nel regno dei cieli. Ma quello che conta è la chiusura del discorso che Gesù dice: Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Una riconciliazione che è rivolta a tutti e per il bene di tutti. In definitiva possiamo intendere che questo sia un messaggio di sprono e non di giudizio, essendo che, l’amore di Gesù è quello che prevale per i giusti e per i peccatori pentiti e se tra i pentiti ci saranno le cinque vergini disavvedute l’amore di Gesù sarà compiuto nella sua gloria. È bene che l’uomo sappia che il giudizio di Dio non può essere letto con la mente né con la ragione della terra, ma che solo Lui sa e solo Lui dispone. Per questo è bene di avere timore di Dio nella speranza del perdono.
Pace e fede nel Signore