mercoledì 19 agosto 2026

L’ORA MIA NON È ANCORA VENUTA

 


 

Ci si chiede, se il primo miracolo che Gesù fece all’inizio del suo ministero, poteva Egli farlo anche prima, essendo che, disse a Maria nelle nozze di Cana: l’ora mia non è ancora venuta. Si crede che Gesù potesse fare i miracoli sempre ma che non li operava perché aspettava l’ora dell’inizio del suo ministerio e, in special modo, quando gli fu rivelato dall’alto. Infatti, alla sollecitudine di Maria, pur avendo Gesù detto che non era l’ora, Egli ordinò ai commensali di riempire le giare di acqua anticipando l’ora dell’inizio del suo ministero. Così, questo miracolo pur considerato il primo, esso si potrebbe porlo come se fosse in anticipo su tutti i miracoli appartenenti al mistero di Gesù. Infatti, si nota che Gesù non fu tanto propenso di eseguirlo, per il fatto che rispose: Che c'è fra me e te, o donna? Vale a dire tra noi due, chi decide di fare il miracolo, spetta a me. Ma per ubbidire al desiderio, in buona fede, di Maria Gesù fece il miracolo fuori del suo mandato di inizio del ministero. Questo indica che Gesù poteva sempre operare prima dell’ora che sarebbe venuta e fin dalla sua giovinezza. Maria, così, sapendo che Gesù poteva fare il miracolo ha insistito ordinando ai commensali di fare quello che Gesù avrebbe detto loro.  Giovanni 2:5 Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà. Essa era orgogliosa che suo Figlio Gesù potesse manifestare la potenza divina al popolo ed essere considerato il Messia secondo quando l’Angelo Gabriele le aveva detto. Così, Maria, si sentiva anche coinvolta nel ministero divino e per questo incitò Gesù a compiere, in quella occasione ove vi erano molte persone, che Gesù potesse esibire il miracolo di cambiare l’acqua in vino. In fatto di cambiare l’acqua in vino non fu un caso, essendo che, quel momento da cui ebbero inizio i suoi miracoli, quello di mutare l’acqua in vino prospettò quello della crocifissione, ove per le ferite riportate dal suo corpo ne uscì acqua e sangue. E per questo Gesù fu restio ad esibire quel miracolo, richiamando sua madre, essendo che, non era ancora venuta la sua ora. Tuttavia, l’ora di Gesù era venuta in anticipo che l’accettò nel silenzio e nell’ubbidienza del suggerimento di sua madre. Gesù guardando oltre, in quel momento, vide la scena del suo sacrificio sulla croce, come l’agnello sacrificale per la salvezza del mondo. Misteri occulti alla mente dell’uomo ma che aprono la visione a chi si avvicina all’opera dello spirito che sta oltre il materiale e l’intelligenza razionale del mondo.

Pace e fede nel Signore         

 

giovedì 13 agosto 2026

O UOMO DI POCA FEDE

 

 

Il fatto che Gesù consigliò ai discepoli di precederlo sull’altra riva, evidenzia un preciso piano di evento che avrebbe fatto convergere gli apostoli ad assistere alla manifestazione di un grande prodigio. Se Gesù obbligò i discepoli di andare all’altra riva, come avrebbe potuto Egli raggiungerli se non con un’altra barca? Questa, è stata la consapevolezza dei discepoli che Gesù sarebbe tosto arrivato con un’altra barca. Ma nel frattempo, quando il mare si fece minaccioso, crediamo che Gesù abbia comandato il vento di agitare il mare verso la barca e porla in difficoltà. Vediamo in questo mare mosso, che le potenze della natura collaborarono attivamente alla esecuzione del prodigio, investendo la barca che viceversa, difficilmente in quel mare si sarebbe potuta trovare in difficoltà.  Ecco che Gesù decise di andare a piedi camminando sul mare, pur sapendo che avrebbe provocato ai discepoli una paura non indifferente appena lo avrebbero visto. Così, Gesù appena vicino alla barca si fece notare e, come previsto, i discepoli lo presero per un fantasma, non credendo che mai Gesù avesse potuto camminare sul mare. In questo tratto episodio, possiamo notare che il mondo, rappresentato dalla barca, ha paura dello spirito, cioè, di vedere oltre la realtà materiale la realtà divina, essendo che, vi è molta differenza tra le due dimensioni. Tuttavia, Pietro con la sua solita intraprendenza, supera questo limite e va oltre verso l’ignoto divino, deciso di avvicinarsi alla realtà spirituale superando gli altri discepoli, come dire oltrepassare il mondo. Ecco che egli diventa il pioniere degli uomini per conoscere il mistero del divino e la sua potenza, ma ancor di più di verificare la realtà di Gesù come venuto da fuori di questo mondo.  Il suo sforzo viene tuttavia ostacolato dalla paura da un lato e il dubbio che Gesù fosse veramente un fantasma, per cui, gli fecero perdere la realtà che la potenza divina avesse potuto veramente farlo camminare sul mare. Essendo entrato il dubbio nel suo cuore cominciò a farlo affondare. Immediatamente stese le sue mani per essere aiutato ad emergere, gridando Signore, salvami!  Matteo 14:31 Subito Gesù, stese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato? Qui, Pietro viene rimproverato per la poca fede che aveva posto in Gesù, essendo che, si è lasciato sopraffare dalla paura, la quale, ha soggiogato la sua fede, facendolo divenire manchevole della promessa fatta a Gesù, di essere pronto a dare la sua vita per il Maestro. Tuttavia, Gesù tende la sua mano e lo tira fuori dall’acqua come Dio che salva il pentito: come un tizzone scampato al fuoco. Pietro rimane d’essere un grande apostolo, anche se ha negato Gesù per tre volte.  Quella circostanza era scritta nel ministero di Gesù da non potere essere cambiata. Pietro rappresenta tutti noi con i nostri sentimenti e le nostre paure, poiché, tutti siamo dei Pietri di fronte a Gesù.

Pace e fede nel Signore                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 20 luglio 2026

LE DIECI VERGINI

 


 

E ‘un passo molto conosciuto che oltre a dare un rigoroso avvertimento, quello di stare avveduti in attesa della venuta di Gesù, causa nel nostro intimo un senso di sgomento nel pensare se tra quelle vergine inavvedute potremmo, senza volerlo, esserci noi. Gesù non vuole in questo passo essere di parte nel favorire solo quelle avvedute ed essere disinteressato verso le disavvedute, ma vuole mandare un avvertimento sia alle une che alle altre, di essere predisposti e pronti ad una improvvisa apparizione di Gesù, essendo che, nessuno di noi sa a quale dei due gruppi potremmo appartenere. Se il gruppo delle vergini avvedute si fornì di olio per prepararsi all’attesa di Gesù, anche le disavvedute andarono con l’olio come fecero le avvedute, solo che non provvidero per la scorta. Tuttavia, la volontà di attesa c’è stata ma non fu completa sulla resistenza. Questo mancamento non può essere attribuito al fatto che Gesù avrebbe abbandonato chi si fosse apprestato con desiderio e fedeltà di accoglierlo, se nel percorso avesse avuto una discrepanza nell’organizzare l’attesa. Non è Gesù il divino pastore che se si perde una pecora lascia le altre per andare a recuperare la perduta? Bene. Questo è scritto e questo Gesù farà sempre. Qui siamo tra le pecore non perdute che, anche se perfette e meno perfette, stanno tutte nel gregge e che tutte seguono il pastore.  Anche nel momento che le vergini si sono accorte di non avere più olio, esse sono andate a comprarlo in vece di lasciar perdere, ciò significa che la disposizione del loro cuore era costante nel coesistere nell’attesa. Di questo Gesù ne terrà conto alla fine del capitolo quando dice che: Matteo 25:13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Alla fine Gesù si rivolge a tutte e due gruppi con una disposizione d’animo di riconciliare le disavvedute e di rafforzare le avvedute. Questo atteggiamento rispecchia l’amore di Gesù che è incondizionato per accogliere tutti i ferventi e i meno ferventi ma che tutti lodano il nome di Gesù alla gloria Dio Padre.  La frase Matteo 25:12 Ma egli rispose: Io vi dico in verità: Non vi conosco, appartiene alla parabola, di cui, la stessa cosa sarebbe accaduta nel regno dei cieli. Ma quello che conta è la chiusura del discorso che Gesù dice: Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Una riconciliazione che è rivolta a tutti e per il bene di tutti. In definitiva possiamo intendere che questo sia un messaggio di sprono e non di giudizio, essendo che, l’amore di Gesù è quello che prevale per i giusti e per i peccatori pentiti e se tra i pentiti ci saranno le cinque vergini disavvedute l’amore di Gesù sarà compiuto nella sua gloria. È bene che l’uomo sappia che il giudizio di Dio non può essere letto con la mente né con la ragione della terra, ma che solo Lui sa e solo Lui dispone.  Per questo è bene di avere timore di Dio nella speranza del perdono.

Pace e fede nel Signore