giovedì 9 luglio 2026

GESU' HA BATTEZZATO?

 


 

Spesso ci facciamo la domanda del perché Gesù non abbia battezzato con acqua, essendo che Giovanni lo presentò come colui che avrebbe battezzato con maggiore importanza divina in Spirito Santo. In nessun caso è descritto che Gesù abbia battezzato con acqua né con lo Spirito Santo, salvo gli apostoli ove ha a loro soffiato, lo Spirito Santo.  In Giovanni 3:22, leggiamo: Dopo questo, Gesù e i suoi discepoli andarono nella regione della Giudea, dove si trattenne con loro e battezzava. A quanto viene detto bisogna che sia specificata una questione che fa vedere la differenza tra Gesù e Giovanni. Mentre quest’ultimo battezzava in acqua. In Giovanni 4:1 …   Gesù faceva e battezzava più discepoli di Giovanni 2 (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli). Ma perché Gesù faceva battezzare i discepoli? Qui vi sarebbe un parallelismo da considerare. Mentre Giovanni era lo strumento di Dio per eseguire il battesimo con acqua prima della comparsa di Gesù, Gesù come Parola in carne, rappresentò Dio sulla terra che prese come strumento per battezzare i discepoli. Così, come Dio si è avvalso di Giovanni, Gesù si è avvalso dei discepoli. Questo non deve far pensare ad una gerarchia divina che Gesù non si sarebbe abbassato a battezzare in acqua e in Spirito, ma per il semplice fatto che Gesù era coordinato ad operare con i miracoli come era disposto nel suo mistero, ad incominciare dall’acqua cambiata in vino.  Tuttavia, Egli nell’ultima cena ha lavato i piedi agli apostoli e condivise il pane e il vino come manifestare la più eccellente umiltà universale. Il battesimo dello Spirito Santo è stato eseguito nel momento in cui Gesù si dipartiva da questo mondo, quando ha soffiato lo Spirito Santo agli apostoli battezzando loro e tutti noi nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Ha battezzato Pietro affidandogli la missione della chiesa e tutti gli apostoli di evangelizzare la sua parola. Ha Gesù battezzato tutto il mondo, quando sulla croce nel momento che gli fu infilzato il costato, ne uscì acqua e sangue, l’acqua per il battesimo con acqua e il sangue per il battesimo in Spirito Santo. Gesù ha operato in pieno il suo ministero sulla terra, ha battezzato anche Giovanni con il battesimo di morte riservando per sé stesso quello sulla croce, ove ha perdonato l’uomo che non ha saputo riconoscerlo come Figlio di Dio. Così Gesù ha battezzato il mondo caduto in peccato in modo trascendentale superiore all’amore terreno. È stato sufficiente che Gesù da bambino fosse stato presentato a Dio da Zaccaria, essendo che, con quell’atto coprì l’unzione e il battesimo per il beneficio di tutti e con il suo sacrificio la benedizione del mondo. Gesù non poteva battezzare essendo la Parola fatta carne e quindi, Dio sulla terra, per cui, Dio comanda ma non esegue un suo stesso ordine.

Pace e fede nel Signore      

 

 

 

sabato 4 luglio 2026

SE MASCHIO FATELO MORIRE

 

 

E Dio disse: Genesi 1:28 …Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta… La procreazione, secondo quando è stato stabilito, è sotto il potere di Dio e nessun uomo dovrebbe alterarne o diminuirne lo sviluppo naturale dell’uomo, essendo che, intralcerebbe i piani di Dio e danneggerebbe l’esistenza. La decisione di adottare la diminuzione delle nascite dei maschi, si suppone in questo contesto, che l’abbia per primo deciso il faraone contro il popolo di Israele. Ciò ha suscitato un precedente che Dio stesso lo usò come maledizione contro gli Egizi, avendo fatto morire i primogeniti Egizi facendone pagarne al faraone le conseguenze della terribile decisione. D’altro canto le levatrici che avevano avuto l’ordine dal Faraone di sopprimere i maschi Israeliti, per la loro disubbidienza, Dio diede alle levatrici grazia e prosperità.  Su questa faccenda, due forze si sono opposte, quella di satana che voleva far diminuire il popolo d’Israele per ostacolare l’insediamento in Canaan e Dio che li voleva salvare dando loro forza e potenza in Canaan. A coadiuvare la forza di satana, si collocò la durezza del cuore del faraone, per il quale, ci sono volute dieci piaghe affinché Dio facesse avvenire la liberazione del popolo di Israele, considerando il faraone come capro espiatorio delle forze avverse da abbattere. La risoluzione di legge, se è un maschio, fatelo morire, risultò altamente offensiva contro la decisione di Dio di avere creato l’uomo a sua immagine, per il quale, satana aveva tentato di distruggere o annullare ciò che Dio aveva creato con amore. Tuttavia, la lotta di satana non si è fermata lì, con la sconfitta del faraone, che vide uccidere i primogeniti del suo popolo, perché a suo tempo satana mosse il cuore di Erode di far uccidere tutti i maschi del popolo di Israele ai tempi della nascita di Gesù. Questa volta la reazione di satana è stata indiscriminata volendo colpire Gesù Figlio unigenito di Dio. Come sappiamo l’intervento di Dio fece fallire l’intenzione di satana di uccidere Gesù lasciando avvenire la morte degli innocenti bambini maschi di Israele. Qui è la incapacità della mente dell’uomo di non capire i piani di Dio avendo solo la visione terrena e non quella spirituale divina. Tuttavia, si comprende come è scritto, che la guerra è anche nei cieli e satana come principe di questo mondo opererà fino alla fine. Oggi si dà poco peso al valore dell’uomo come immagine di Dio e le cose e le interpretazioni si sono capovolte, la dignità del maschio e della femmina si è amalgamata in un cielo di foschia dove l’uomo senza timore cambia sesso delle persone, producendo una grave confusione nell’identificare la gloria di Dio nell’uomo. Tuttavia, il fine sarà lo stesso glorioso e come sempre la potenza di Dio sarà sempre la vincente. Per ultimo, si nota il parallelismo tra Mosè, che la sua salvezza è stata resa possibile ponendolo nel cestino e fatto scorrere nel fiume e quella di Gesù che avvenne con il suggerimento dell’angelo di mandare Giuseppe e Maria in Egitto. Tutti e due furono da Dio sottratti dalla furia di satana.   

Pace e fede nel Signore      

 

 

 

 

 

 

lunedì 29 giugno 2026

L'AMORE IN CONFLITTO

 


 

Possiamo definire l’amore come il sentimento affettivo dominante che si manifesta nel cuore dell’uomo nel momento in cui vuole condividere una necessità di conforto. Esso trasmette agli altri la sensazione di intimo desiderio di unione e altruismo.  Questo è il sentimento che Dio vuole che cresce in noi come base di convivenza somigliante all’amore collaborativo degli angeli virtuosi per il fatto che saremo trasformati in angeli del cielo, come lo afferma Gesù.  Matteo 22:30 Perché alla risurrezione non si prende né si dà moglie; ma i risorti sono come angeli nei cieli. Tuttavia, si deduce che l’amore umano non può essere uguale all’amore di Dio, essendo che, anche se vi fosse il più profondo amore terreno, esso si troverebbe inferiore a quello di Dio e in certi casi, anche in contrasto. Si ricordi l’amore di Abramo nel momento di sacrificare suo figlio Isacco, ove in quel momento si sono contrapposti due amori, quello divino e quello umano e tra di essi il capro espiatorio fu rappresentato della vita di Isacco. Lì si è visto da un lato Dio che fece leva sulla fede di Abramo mettendo sul piano dell’accadimento un risultato incerto, dall’altro Abramo, che pose la sua fede sulla sollecitazione della pietà di Dio. Un momento di silenzio si manifestò tra Dio ed Abramo, mentre nel mezzo, stava la ingenuità di Isacco che aveva posto la totale fiducia in suo padre. L’arma della morte era pronta a colpire mentre Abramo con gli occhi guardava Dio. Un dilemma che non poteva essere risolto nemmeno con il pianto dell’uomo. Gli amori si sono scontrati tra Abramo che rifletteva e Dio che stava in pausa, uno sulla esecuzione che doveva fare e Dio sulla responsabilità della creazione dell’uomo che aveva fatto. La decisione, Dio, la fece cadere sul sacrificio di un ariete, per premiare la fede di Abramo. Qui è l’amore immenso di Dio che sovrasta quello dell’uomo in una vastità di sentimento incomprensibile, essendo che, Dio al sacrificio di Isacco, offrì quello del proprio Figlio Gesù come salvezza universale. Quell’incontro non fu solo una prova per saggiare la tempera della fede di Abramo ma fu il proponimento di Dio di mandare o no Gesù sulla croce.  Dio mostrò il più alto e il più profondo sentimento di amore che l’uomo possa mai immaginare né capire. Infatti, nessuno può comprendere il significato della croce, dove Gesù espresse il sentimento d’amore più profondo affrontando il momento della morte: Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno. Da questo scaturisce che l’amore divino è così incompreso dall’uomo che può porre in conflitto il suo amore contro quello divino. Si ricordi Pietro quando mise la propria vita a difesa di Gesù, ed Egli gli rispose: va via satana? Così, si comprende che l’uomo non può essere sicuro di quello che deve dire né di quello che deve fare o che sia conforme alla volontà di Dio, perché la sua mente è di terra e Dio è Dio. Sulla croce Gesù espresse il vero significato dell’amore divino trasmesso al cuore dell’uomo. L’uomo non saprà mai formulare il vero significato dell’amore divino fino a quando non capirà il sacrificio di Gesù che nella sua morte ha vinto il mondo. Ma se lo ha capito satana, l’uomo con l’aiuto dello Spirito di Dio deve farcela se rinnova la sua fede ogni giorno.  

Pace e fede nel Signore