mercoledì 28 ottobre 2026

L'UOMO, LA NATURA E DIO

 

 

Dal momento dell’apparizione dell’uomo la natura lo ha accolto con indifferenza e con un profondo silenzio, nascondendogli i segreti e la bellezza del creato. Tutto ciò che aveva di bisogno per la sua sopravvivenza l’uomo lo doveva scoprire scavando nella sua mente. Per primo ha dovuto far conoscenza del rapporto che esiste tra lui e la natura nel caso fosse stato un amico o un nemico da essere distrutto alla prima occasione negativa. Egli ha appurato nel suo intimo, l’ipotesi se non si fosse assuefatto alla legge o avesse attuato una volontà distruttiva cosa gli sarebbe successo. La bontà della natura ha prevalso per accoglierlo senza condizioni perché vide che l’origine dell’ospite non proveniva da una metamorfosi ma fu creato dal divino. Così, l’uomo fu accolto in modo benigno mentre la natura gli offriva il tutto e la disponibilità di essere scoperta. Da quel momento l’uomo si fece la prima domanda: che cosa egli avrebbe fatto e quale scopo avesse la sua vita in questa terra. Risposta che gli è stata insoluta fino ad oggi, poiché, trovare uno scopo dell’esistenza può essere difficile. Il fine su cui fondare la cognizione della vita potrebbe essere nascosto nei nostri valori o nelle nostre esperienze, se risultassero d’essere diverse quotidianamente. Tuttavia, le conclusioni e i giudizi risolutori dati da noi nella vecchiaia darebbero un risultato relativo sul significato della vita, restando sempre da scoprire il vero senso nascosto e mai palesato da Dio che ci ha creati.  L’interrogazione che si pone l’uomo è quella che da secoli viene ripetuta incessantemente: che scopo ha la presenza dell’uomo nell’universo? Questa interrogazione racchiude una infinità di domande, come per dirne una, se l’uomo ha la capacità di sviluppare la scienza, perché è incapace di scoprire la sua origine? Tuttavia, osservando il sistema e i movimenti dei corpi celesti egli si rende conto che non può essere solo senza una direzione o uno scopo, poiché, necessariamente un Creatore deve esistere sopra di lui. Restando la sua mente senza possibilità di trovare una soluzione, non gli rimane che di studiare la natura. Ecco che l’uomo diviene l’artefice vivente che muove i segreti nascosti per trovare leggi che lo aiutano a comprendere la sua esistenza. Si accorge attraverso la lettura delle Sacre Scritture che colui che lo ha creato gli ha lasciato, in parte, la chiave del sapere. La sua capacità cognitiva non può mai guidarlo alla scoperta se non riconosce che al di spora di lui vi è Dio che lo ha composto e modellato con capacità d’essere di gran lunga superiore a tutti i viventi.  Così, dopo avere osservato sé stesso, l’uomo comincia ad esaminare il rapporto se esiste con il suo Creatore, se esso è familiare, gerarchico o di diversa natura. Da questo scopre che esiste un limite nella sua mente che, se vuole andare oltre deve affidarsi alla fede. Così, l’uomo comincia a collegare il cielo con la sua esistenza e scopre che la sua natura non appartiene a questo pianeta, essendo che, la morte gli sbarra la longevità della vita come se lo privasse di conoscere oltre. Poi, guarda gli uccelli e si duole perché non può volare come loro. Si rammarica del perché il corpo invecchia mentre la natura è perpetua. Il tutto lo conduce a cercare il significato della vita. Con il suo pensiero costruisce ipotesi di rapporti tra il fisico e il trascendentale e si accorge di essere tra due misteri ove viene sballottato continuamente mentre raccoglie leggi fisiche e morali che accrescono la sua cultura. Per dare senso alla sua vita, l’uomo traccia nell’universo i corpi celesti e nella terra cerca la molecola della sua origine senza trovare nulla da ambi due lati. E la scoperta del meccanismo dell’universo da un lato e il robot dall’altro, lo portano in un buio incerto del futuro che gli può costare la perdita della sua esistenza. È un percorso obbligato che non può farne a meno per avanzare la sua ricerca. Tutti i tentativi e le esperienze di scienza lo portano a considerare la Bibbia unico libro che apre al segreto della vita, sebbene in parte rivelato. Tutto resta un mistero che amaramente logora l’uomo da portarlo alla negazione di tutto. Gli resta solo la speranza della vita dopo la morte. Una speranza che fa paura ma che deve attraversare comunque. Qui, allora ritorna a subentrare la fede in Dio.  

 

 

 

venerdì 11 settembre 2026

PERCHE’ GESU’ NON BATTEZZO’?

 


È strano come Gesù non battezzasse e lasciasse che quel compito fosse eseguito dai discepoli. Ricordiamo che la facoltà di battezzare fu data da Dio a Giovanni Battista, per questo, egli battezzò anche Gesù, ma solo perché Gesù si annichilì per il sacrifico. Così, Gesù non battezzava, similmente come faceva Giovanni, essendo che, il suo ministero era quello della salvezza. Tuttavia, il battesimo fu fatto proseguire dai suoi discepoli, considerato come la continuazione dell’opera di Giovanni che avrebbe, per sua bocca, ceduta la sua opera a Gesù, mentre Gesù li avrebbe battezzati dopo con lo Spirito e con il fuoco. Ma vi sarebbe un altro significato, quello che, essendo la formula “battezzate nel nome del Padre e del Figliolo e dello Spirito Santo”. Gesù, nel battezzare non poteva dire del Figlio, non essendo stato compiuto ancora il sacrificio sulla croce e non essendo, ancora in piena formazione con la Trinità. Giovanni 4:22 (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli). Oltre tutto, Gesù come poteva battezzare, essendo che, Egli solo rimetteva direttamente i peccati? La quale grazia è superiore a quella del battezzare. Il battezzare significa io ti purifico con la remissione dei peccati, cioè, se decidi di seguire Dio sei purificato ad adorarlo ma quello che dava Gesù era direttamente la cancellazione dei peccati fino a quel momento con l’obbligo di non peccare più. Quindi il battesimo dato dai discepoli era in linea con l’aspettanza di ricevere il battesimo dello Spirito e del fuoco. Era il battesimo che gli uomini vedevano materialmente la condizione di essere idonei di pronunciare il patto di fede verso Dio, dal momento che emergevano dalle acque come fatto reale visibile e compartecipato. Gesù nel vedere che il popolo era battezzato li seguiva per il prossimo battesimo, quello dello Spirito e del fuoco, che da quel momento, nulla e nessuno poteva distrarre il cuore fedele dei battezzati. Quando Gesù parlò agli apostoli: Matteo 28:19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e disse che sarebbe stato con loro tutti i giorni, li benedisse con lo Spirito e con il fuoco e con la promessa di essere con loro in ogni tempo. Da quel momento nel battesimo fu introdotto il Figlio dopo il Padre e dopo fu lo Spirito Santo. Una circostanza che non facilmente si possa notare, questa del significato del battesimo ma che racchiude una grande rivelazione di come ogni cosa sia divinamente disposta, anche se l’uomo non riesce avvolte a capire il meccanismo divino e il modo di come Dio lavora per la salvezza umana fatto tutto per la sua gloria.  

Pace e fede nel Signore  

 

 

 

mercoledì 19 agosto 2026

L’ORA MIA NON È ANCORA VENUTA

 


 

Ci si chiede, se il primo miracolo che Gesù fece all’inizio del suo ministero, poteva Egli farlo anche prima, essendo che, disse a Maria nelle nozze di Cana: l’ora mia non è ancora venuta. Si crede che Gesù potesse fare i miracoli sempre ma che non li operava perché aspettava l’ora dell’inizio del suo ministerio e, in special modo, quando gli fu rivelato dall’alto. Infatti, alla sollecitudine di Maria, pur avendo Gesù detto che non era l’ora, Egli ordinò ai commensali di riempire le giare di acqua anticipando l’ora dell’inizio del suo ministero. Così, questo miracolo pur considerato il primo, esso si potrebbe porlo come se fosse in anticipo su tutti i miracoli appartenenti al mistero di Gesù. Infatti, si nota che Gesù non fu tanto propenso di eseguirlo, per il fatto che rispose: Che c'è fra me e te, o donna? Vale a dire tra noi due, chi decide di fare il miracolo, spetta a me. Ma per ubbidire al desiderio, in buona fede, di Maria Gesù fece il miracolo fuori del suo mandato di inizio del ministero. Questo indica che Gesù poteva sempre operare prima dell’ora che sarebbe venuta e fin dalla sua giovinezza. Maria, così, sapendo che Gesù poteva fare il miracolo ha insistito ordinando ai commensali di fare quello che Gesù avrebbe detto loro.  Giovanni 2:5 Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quel che vi dirà. Essa era orgogliosa che suo Figlio Gesù potesse manifestare la potenza divina al popolo ed essere considerato il Messia secondo quando l’Angelo Gabriele le aveva detto. Così, Maria, si sentiva anche coinvolta nel ministero divino e per questo incitò Gesù a compiere, in quella occasione ove vi erano molte persone, che Gesù potesse esibire il miracolo di cambiare l’acqua in vino. In fatto di cambiare l’acqua in vino non fu un caso, essendo che, quel momento da cui ebbero inizio i suoi miracoli, quello di mutare l’acqua in vino prospettò quello della crocifissione, ove per le ferite riportate dal suo corpo ne uscì acqua e sangue. E per questo Gesù fu restio ad esibire quel miracolo, richiamando sua madre, essendo che, non era ancora venuta la sua ora. Tuttavia, l’ora di Gesù era venuta in anticipo che l’accettò nel silenzio e nell’ubbidienza del suggerimento di sua madre. Gesù guardando oltre, in quel momento, vide la scena del suo sacrificio sulla croce, come l’agnello sacrificale per la salvezza del mondo. Misteri occulti alla mente dell’uomo ma che aprono la visione a chi si avvicina all’opera dello spirito che sta oltre il materiale e l’intelligenza razionale del mondo.

Pace e fede nel Signore