lunedì 27 aprile 2026

L'AMOR PERDUTO

 

L’AMORE PERDUTO

 

 

Volsi lo sguardo indietro alla mia vita

per vedere il mio amore dove era caduto

e lo vidi lì, dove la grazia era finita.

 

Il mio spirito pian piano se ne avvide,

che non c’era, Colui che consola

e alle anime beate lui sorride.

 

Fu la sua voce che venne al mio petto

quando stavo per accettare la vanità

che mi disse:” Ricordati che sei benedetto.”

 

Così, pentito, raccolsi l’amor perduto

e lo posi ai piedi del mio Dio

e chiesi mercé come un peccatore ravveduto.

 

Pace e fede nel Signore 

 

GESU' SCRIVE LA LEGGE INVISIBILE

 

 

È sempre stato un desiderio dell’uomo conoscere di più delle opere di Gesù, considerate inaccessibili secretate dal volere divino, lasciandoci solo l’immaginazione a costruirci con la nostra mente fatti e parole non dette. E‘ d’esempio il momento, in cui, Gesù scrive con il dito sul terreno qualcosa inspiegabile, quando il popolo stava per lapidare un’adultera, Maria di Magdala, colta sul fatto. Cerchiamo di costruire l’evento e capire cosa avrebbe potuto scrivere Gesù prima e dopo che ebbe a dire” chi è senza peccato scagli la prima pietra. Andiamo per primo a considerare il discorso che Dio fece a Mosè prima di scrivere la legge sulle nuove tavole, dove parlò l’Angelo di Dio, come lo fu nel pruno ardente. Nel momento di scrivere nelle tavole disse: Esodo 34:1 …io scriverò… e poi al verso Esodo 34:14 … tu non adorerai altro dio, perché il Signore, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso. È un Dio geloso, non è stato detto, io sono Dio Geloso. Ciò vuol dire che era l’Angelo di Dio che parlava. Ma se era l’Angelo di Dio, era la Parola e la Parola era appo Gesù che nel momento della lapidazione della donna adultera stava scrivendo con il dito quella legge simile come fece con le tavole di Mosè. A quella legge che Gesù stava riscrivendo, come autore, il popolo lo aveva provocato su che cosa ne pensasse della lapidazione, proprio a lui che l‘aveva scritta nel Levitico. Gesù rispose con quelle parole “chi è senza peccato scagli la prima pietra scuotendo i cuori di pietra. Dopo che nessuno scagliò la pietra, Gesù perdonò la donna e il popolo e poi continuò a scrivere col dito la legge del perdono. Questo è quanto un giusto possa decifrare da quei fatti, seminando il seme del bene della Parola di Dio.   

Pace e fede nel Signore   

lunedì 16 febbraio 2026

LA CROCE DI CRISTO

 


 La croce dove Gesù offrì la sua vita, rappresenta la durezza della natura dell’uomo che non reputò empio di appenderlo nel duro legno come un criminale. Tuttavia, la croce che doveva essere nascosta, essendo stata la vergogna dell’uomo, viene ripetutamente menzionata nelle Sacre Scritture come simbolo di sacrificio di sangue del nostro Salvatore ma, anche in senso lato, come riferimento di predicazione.  1 Corinzi 1:18 Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio. Le parole predicazione della croce è un termine che può essere frainteso, essendo che, molti lo pongono come elemento di riferimento di predica, trascurando chi vi era inchiodato. Vero è che la frase chiaramente indica la predicazione della croce, ma è vero anche che: Matteo 10:38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Allora, se in questo verso la croce non è materialmente considerata, essendo che, Gesù non intendeva che i discepoli avrebbero dovuto prendere una croce di legno materialmente e portarla sulle spalle, ma si riferiva al soffrire con lui le vicende del ministero della salvezza e della sua evangelizzazione. In questa ottica, la croce diventa un simbolo di sacrificio figurativo e non una predicazione di croce materiale, essendo che, la croce come duro legno non offre nessuna salvezza ma è stata solo mezzo di tortura, per cui, il legno appartiene al mondo peccatore che non ha nulla di essere predicato. La predicazione della croce, altro non è che il riferimento metaforico del sacrifico di Gesù, per cui, nominandola si inglobava il ministero sacrificale di Cristo. Il legno della croce in senso appropriato sarebbe da intenderlo come la spada infilzata nel cuore di satana, poiché, dove egli pensava di avere vinto è morto. Così come tutti, abbiamo la nostra croce da portare e quando moriamo, vinceremo la corrosione della vita che ci ha causato satana, perché saremo vincitori come Gesù lo fu sulla croce, dove tutti dobbiamo seguirlo, poiché, il Salvatore non lascia mai i salvati.  

Pace e fede nel Signore