martedì 20 gennaio 2026

GESU' VERO UOMO

 



E' un argomento di grande dibattito nel credere che Gesù, essendo uomo, non si sia contaminato dai desideri carnali di questo mondo. Bisogna che l'uomo stia attendo a quello che dice e a quello che pensa nei confronti di Gesù, potendo assumersi una grande responsabilità di blasfemia ma ancor di più una maledizione severa di Dio. Gesù uomo, come è detto chiaramente, è la primizia della incorruttibilità riferibile alla perfezione divina che non può essere contaminata da nessuna maldicenza umana, essendo che, lo spirito divino domina il suo corpo, diversamente dell'uomo ove la carne domina sul suo spirito. Questa diversità di natura superiore di Gesù non è accettata perché, essendo l'uomo contaminato dal male e dal peccato pensa in modo corrotto, disconosce che esiste ed è predominante la perfezione della luce in questo universo. Innanzi tutto Gesù è il seme di Dio che è nato da Maria vergine e come la sua nascita è stata immune dal rapporto umano così Gesù è immune dal rapporto materiale perché divino. Facciamo alcune considerazioni che ci possano convincere a ritenere perfetta e divina la sua persona: Gesù, dice spesso nelle Sacre Scritture che è venuto in questo mondo e si evince che in riguardo alla stessa madre Maria: dice chi è mia madre? E quando Giuseppe e Maria lo trovarono nel Tempio disse loro: perché mi cercavate, non sapete che devo attendere alle cose del Padre mio? Gesù non è stato generato come un normale uomo ma con l'intervento dello Spirito Santo, si voglia credere o no, questa è la realtà. La seconda questione è che Gesù nelle veste della Parola, seconda persona di Dio è sceso per un compito, quello del sacrificio sulla croce per salvare il mondo dal peccato, che l'uomo continua a non capire che importanza esso abbia. E' chiaro che Gesù non è stato interessato ad avere una moglie come i maldicenti propinano di far credere che Maddalena fosse stata la sua donna. Questa eresia è molto grave che può far scattare l'ira di Dio. La tentazione fatta sul deserto è stato il tentativo di satana di inquinare la santità di Gesù per immedesimarlo ad un uomo qualsiasi della terra. Se ciò fosse accaduto tutto il piano di Gesù sarebbe fallito e si poteva ipotizzare che Egli fosse stato un umano cedevole ai desideri della carne, ma ciò non è stato. Gesù divino, santo e puro non poteva mescolarsi con il profano, ci sarebbe stata confusione, essendo che, la sua persona sarebbe divenuta contaminata e questo non poteva mai succedere, essendo Gesù vero uomo, nel senso della perfezione umana della creazione e non della sua indole terrena che è stata creata per la procreazione. Egli non aveva bisogno di procreare ma il suo ministero era quello di salvare e ritornare in cielo nel regno di Dio, dove non esiste il matrimonio ma gli angeli che l'uomo non comprende come essi siano. La donna non ebbe mai occasione di avvicinarlo ma solo con fede di un puro cuore potette solo lavargli i piedi ed ungerlo con olio. Esse lo amministravano con pensieri di sincero affetto di sottomissione a Dio, credendo che Gesù fosse il Messia Figlio di Dio rivelato anche da Pietro. In una occasione Maria di Magdala subito dopo la sua risurrezione volle toccarlo ma Gesù rifiutò per sino che gli toccasse la veste, poiché santo e puro doveva presentarsi al Padre. Gesù è stato puro e santo dal momento della sua nascita fino alla morte in croce. Nessuna donna mai si è permesso di avvicinarsi a Lui perché Egli è più di un uomo, avendo la natura di Dio sulla terra e Creatore del creato. Tutto ciò che esiste sotto gli occhi dell'uomo, Gesù lo ha permesso d'esistere, essendo Colui che ha posto vita all'esistenza e non poteva mai essere soggiogato dalla donna che fa parte della creazione della sua opera. Gesù è vero uomo perché è vero Dio, in Lui risiede lo Spirito del Padre e non può mai esistere un fatto che Egli potesse essere distolto dalla creatura da Lui formata. L'argilla non ha poteri sul vasellaio. Guardate l'uomo dopo la morte si riduce ad un mucchio di polvere, mentre Gesù è perfetto e santo per sempre perché non può mai esistere alcun legame tra la morte e Gesù.

Pace e fede nel Signore

martedì 13 gennaio 2026

CHE COS'E' LA VITA

 

    La vita che si intende nell'espressione di Gesù non ha dimensioni limitative ti tempo o di stato, essa rappresenta l'esistenza senza fine e non segue alcuna legge di modifica o corrosiva nella sua struttura esistenziale, essa è pura e non conosce principio né fine della sua erogazione di energia. In Gesù diventa persona che da forza di operosità agli uomini come anticipazione di quella eterna del regno di Dio. Essa da coraggio di affrontare la natura e le sue leggi distruttive mentre gode del suo beneficio dal quale alimenta il corpo umano. La vita è la dominatrice della morte, la quale, non ha nessuna possibilità di invadere il suo stato vitale e nemmeno la può intaccare perché la morte e posta nell'abisso della terra e la vita sta nello spirito vivente dei cieli e con la sua potenza domina sulla terra. La vita non cessa mai di vivere né di muoversi nelle vie della luce, si trova sempre nell'universo ove alimenta le stelle e nella terra fa muovere il cuore che pompa il sangue prodotto eccezionale della vita. Gesù pagò con il sangue la salvezza dell'uomo per confermargli la vita in eterno. La vita giudicherà la morte con la forza della parola creatrice del creato e con la virtù dell'uomo che l'ha combattuta e ripudiata nella terra. La vita è ovattata dal giorno che la rende amabile poiché fa gioire la natura di averla come compagna dell'esistenza, essendo che essa vive perché vive l'uomo. Da questo concetto determinato dal divino possiamo dire che, per il principio della vita: come Gesù è morto e vive noi non possiamo vivere e morire. 

Pace e fede nel Signore





lunedì 22 dicembre 2025

Buon Natale a tutti

 

NATALE


Apparve un astro di rara bellezza

e andò a posarsi sopra una grotta d'umil fattezza.

Annunziava la nascita di Gesù Cristo

primo fra gli uomini e Creatore di tutti.

La stella è l'Alfa e la grotta è l'Omega

ed il suo cuore è l'Arca che accoglie tutta la gente.

Da solo vinse la morte e da vitta a chi vita non ha.

Questo giorno ricorre per annoverare il suo Amore

e tenere nel cuore la sua promessa. 

Natale è per tutti anche per te che soffri il dolore più forte.

Egli, soffrì dalla nascita in fino alla morte.

 

Giuseppe Drago 

giovedì 18 dicembre 2025

LO SPIRITO DELLA VERITÀ' E' GESÙ'?

 


Giovanni 16:13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. E' difficile se non incomprensibile capire se lo Spirito della verità che è chiamato “il Consolatore”, sia diverso da Gesù o che possa essere la Parola fatta carne già infusa nella persona di Gesù durante il suo ministero sulla terra. Il fatto che Gesù disse: quando sarà venuto lui, specifica la singolarità della persona diversa di Gesù, che non è la Parola, il quale, attingerà la conoscenza delle cose che ha vedute da Gesù e li dirà per illuminare i credenti sul significato del ministero di evangelizzazione terrena e per le cose future attingerà dal volere di Dio. Questo significa che il Consolatore o Spirito della verità non ha il potere di conoscere il futuro, ma lo attinge da Dio, essendo che, la sua posizione sarebbe come quella di Gesù che non conosce l'ultimo giorno dell'esistenza umana. Si ipotizza, ancora, che lo Spirito della verità, sopra descritto “la verità” come appellativo dell'Angelo della verità, inficerebbe con la verità di Gesù che è l'unica Verità in persona da quando disse: io sono la via la verità e la vita. Da questa affermazione, non possiamo pensare che vi sarebbero due identità di verità personificate una di Gesù carnale e l'altra spirituale dello Spirito della verità. Su questo, invece, poteremmo pensare che lo Spirito della verità non sarebbe altro che uno Spirito del complesso degli angeli che fanno parte della verità di Gesù, di cui, Gesù lo abbia mandato come mandatario a completare il ministero di Gesù sulla terra, per esplicare la continuità del suo ministero, tale che, mentre Gesù prepara il posto, Capitolo 14 del vangelo di Giovanni, per l'intera umanità ed in intercede per noi, lo Spirito della verità continua il ministero spirituale sulla terra. Da questa logica lettura abbiamo pur venuto a conoscenza che non esiste una quarta identità divina che si sommerebbe alla Trinità di Dio e che lo Spirito della verità non è Dio come si potrebbe intendere leggendo erroneamente Spirito della verità, altrimenti dovremmo pensare che vi sarebbe un'altra identità oltre la Trinità se lo Spirito della verità fosse Dio. In realtà lo Spirito di Dio, come sappiamo, sta assiso sul suo Trono, essendo che, la sua comparsa nel vecchio Testamento sarebbe stata impersonata dall'Angelo del Signore e quando parlava o si manifestava, era come se parlasse Dio in persona. Leggasi il capitolo in cui Mosè si trovò difronte al pruno ardente, quando Dio disse “Io Sono”. Lo stesso, apparentemente logico, sembra che lo Spirito della verità in oggetto, sarebbe stato scelto e mandato da Gesù come Dio mandò l'angelo del Signore nel pruno ardente.

Pace e fede nel Signore











domenica 23 novembre 2025

IL SIGNORE CI CHIAMA PER NOME

 


La nostra identità è rappresentata dal nome e da un cognome che indicano la nostra appartenenza ad uno rango di famiglia o di casato.  Sta il fatto che nessuno dei due appellativi sono stati scelti da noi, tuttavia, nella vita ci sentiamo fortemente legati ad essi che ci piaccia o no, almeno che, si faccia richiesta alle autorità, ove, il giudice decreta il nuovo cognome e nome da noi scelto.  Questo sistema non coincide con il sistema identificativo con il quale Dio ci chiama per nome: Isaia 45:3 …   io sono il Signore che ti chiama per nome, Modo diverso da quello che l’uomo ci identifica con due appellativi o soprannomi, con il cognome originario dato dall’uomo e il nome scelto dai genitori. Il problema nasce dal fatto che con i cognomi non sappiamo a quale delle dodici tribù di Israele apparteniamo, mentre solo Dio conosce la nostra appartenenza. Da questo, il nome che i genitori ci hanno dato non è stato scelto da loro ma è stato ispirato da Dio, essendo che, Egli ci chiama per il nome che abbiamo ricevuto e non con il cognome.  Solo il nostro nome che, secondo il volere di Dio, è stato collegato alla tribù di appartenenza, Egli, lo usa solo in questo mondo. Infatti, il nostro nome, che viene identificato da Dio all’appartenenza di una tribù di Israele, prima di andare nei cieli verrà cambiato da Gesù: Apocalisse 2:17 A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.  Perché avremo un nuovo nome? Quando risorgeremo con un corpo incorruttibile sarà come una nuova nascita, per la quale, Gesù ci darà il nuovo nome della tribù del cielo, di cui, apparterremo e per essere identificati quando: Apocalisse 22:4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. Sarà un cambiamento totale della nostra esistenza nei cieli, per la quale, il nostro nome sarà motivo d’orgoglio di essere stati scelti pe la nuova vita a servire Gesù che ha dato la sua vita in sacrificio per noi. Quando Dio ci chiamerà col nuovo nome, anche se pensiamo che vi saranno nomi uguali, noi sapremo che tra quelli Egli sta chiamando noi, essendo che, la sua voce fa vibrare il nostro cuore con la sua affabile voce e con il suo immenso amore.  Avverrà, che Dio e Padre di noi tutti viventi eterni, ci conforterà e se i ricordi terreni ci dovessero procurarci dolore, Egli, asciugherà le nostre lacrime e ci farà vedere la gioia della vita eterna e della gloria raggiunta, superiore a quella terrena. Della nostra identità terrena resterà solo memoria ma la ricorderemo, poiché, con essa abbiamo vissuto sulla terra e conosciuto Dio e Gesù, suo Figlio diletto e salvatore del mondo e perché con Lui vivremo. Di quello che sappiamo, che il nuovo nome non dovrebbe essere molto diverso da quello che abbiamo, ricordando ché, il nome di Sarai, Dio la cambiò in Sara e quello di Abramo lo cambiò in Abraamo, ma può essere totalmente diverso, come quello di Giacobbe che lo chiamò Israele.

Pace e fede nel Signore 

lunedì 10 novembre 2025

CHE COSA E’ LA MORTE

 


Una domanda che non vorremmo sentire né di discutere, essendo che, solo a pensarne ci mette paura ed angoscia. Tuttavia, è un evento che fa parte della nostra vita ed è talmente importante che Gesù stesso ne parla esplicitamente nell’ Apocalisse 1:18 Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell'Ades. C’è voluto tutto un ministerio perché Gesù pronunciasse questa frase. Detto questo, facciamo alcune considerazioni sulla morte che è obbligatoria per tutta l’umanità. In riguardo alla procreazione che Dio parlò ad Abraamo. Genesi 17...il suo nome sarà, invece, Sara. 16 Io la benedirò e da lei ti darò anche un figlio; la benedirò e diventerà nazioni. Dimostrazione, che sebbene Dio abbia benedetto Sara, lei e tutta l’umanità non è esente dalla morte. Se pensiamo, con certezza, che Dio può ogni cosa, dobbiamo ricordare che Dio stesso si è trovato davanti la maledizione che diede ad Adamo ed Eva. Se la prima coppia poteva non conoscere la morte, dopo il peccato Dio, ha permesso che la morte avrebbe dovuto fare il suo corso in questo mondo. Quindi l’uomo per la pena ricevuta ha un fine materiale che non può esimersi. Quando la Scrittura dice” O morte dov’è il tuo dardo” è riferito alla morte nei confronti dell’uomo e non da essere considerata efficace per il regno di Dio, essendo che, in esso regna solo la vita eterna. Tuttavia, sulla terra Dio ha fatto delle eccezioni nei riguardi di Enoc, Elia e Mosè e ha permesso ad altri di arrivare nei cieli, come il ladrone e come Paolo. Questo rivela che Dio solo può modificare il suo progetto o il percorso dei tempi e buttare la morte nello stagno. Ma perché la morte è stato uno strumento necessario per il ministerio di Dio? Essa è necessaria, prima di tutto, per la purificazione dalla carne già corrotta per essere idonea ad essere rivestita per lo stato divino, che è incorruttibile. Certo che se essa è stata progettata a priori da Dio, deve essere stata una condizione necessaria per il suo ministerio.  Il punto da considerare sarebbe a nostro giudizio, riferibile alla creazione. Se Dio ha posto la luce nelle tenebre che erano già esistenti, vale a dire che l’uomo conosciuto il bene e il male, ha bisogno dal suo stato carnale, di essere trasformato per accedere alla luce, purezza della santità, tramite la disgregazione del suo corpo e il rivestimento di un nuovo corpo incorruttibile. Quindi, la morte, sarebbe lo strumento separatore tra i due stati d’esistenza, che da un lato distrugge la carne corrotta e poi consegna l’anima per essere rivestita dal corpo incorruttibile ricreato da Dio. Così, mentre l’uomo guarda la fine della sua vita come termine esistenziale, per Dio è solo il passaggio da uno stato materiale a quello virtuoso eterno di gloria. La nostra fine sarà solo un ricordo, una esperienza dolorosa ma che ci dona la conoscenza del bene e del male per potere giudicare gli angeli.  Tuttavia, la morte non sarà del tutto distrutta ma imprigionata con satana e le tenebre, nello stagno di fuoco. Incomprensibile questa soluzione che lascia sgomento e incertezza del futuro, nel pensare cosa sia la vita in questa terra se non un passaggio per altri fini sconosciuti.

Pace e fede nel Signore

lunedì 6 ottobre 2025

PERCHE' CREDERE IN GESU'

 


La domanda, perché credere in Gesù, coinvolge una complessità di risposte tratte dalle Sacre Scritture, che spesso non soddisfano l’uomo mondano, essendo che, egli avendo la percezione della realtà materiale, esige una manifestazione reale di fatto, cioè, Dio si dovrebbe manifestare al suo comando o per lo meno, vedere operare Dio nella sua realtà. A questo punto si presentano due problemi: da un lato l’uomo materiale che è dominato dal tempo e dalla morte e dall’altro Dio, incommensurabile Spirito eterno, come luce creativa universale. Se l’uomo non dovesse comprendere che la materia è nata dallo Spirito, un trauma colpirebbe la visione della sua esistenza che gli farebbe perdere definitamente la realtà di Dio. Da questo conseguirebbe che l’uomo guarderebbe sé stesso come creatore di un miraggio restando parte complementare dell’universo in cui vive.  Quello che Gesù ha fatto è correggere la ideologia del concreto, mostrando all’uomo la realtà eterna di Dio oltre il limite materiale. La comprensione che l’uomo deve raggiungere è la conoscenza della sua origine che non è la carne ma è quello che sta dentro, che è legato allo spirito. Se l’uomo non conosce la sensazione del momento della sua nascita né quella della sua morte, come può concludere di conoscere il materiale che è strettamente legato allo spirito? Se Gesù ha predetto ogni cosa dimostra che Egli è straordinariamente congiunto allo spirito come anello di rivelazione della verità. Infatti, Egli, è stato la verità vivente personificata in terra che l’uomo ha ucciso. Essendo l’uomo cieco non può essere mai colui che guida, poiché ha bisogno lo spirito per guardare oltre. Se non fosse stato cieco avrebbe potuto accreditarsi l’appellativo di creatore ma questo potere è dello spirito che non conosce la morte. Resta solo una opportunità, che l’uomo riconosca di essere bisognoso dello spirito di Dio per risolvere il suo mistero di esistenza terrena per avvaloratasi quello eterno di gloria. Ecco perché bisogna credere in Gesù, essendo il solo che ci apre la via della conoscenza del mistero della nostra vita e affrancarci nell’eterno vivere. Quando pensiamo che con la morte non esiste più nulla è una concezione pagana, essendo che, annulliamo che Dio ci ha creati in questo mondo, non per nulla ma per un fine glorioso.   

Pace e fede nel Signore