venerdì 1 agosto 2014

IL PAN DEGLI ANGELI



Se il frumento è il frutto fondamentale che Dio ha provveduto sulla terra, il frutto della vigna ha un collegamento trascendentale, quanto mai importante, che l’uomo non riuscirà a comprenderlo se non quando si pone in stretta comunicazione con lo Spirito di Dio.
Questi due prodotti della terra, sono richiamati da Gesù nel momento in cui spezza il pane che rappresenterà il suo corpo trafitto e quando offre il vino, che raffigurerà il suo sangue versato.
Nell’evolversi del ministero divino, il Signore, almeno in una singolare occasione, ha nutrito nel deserto il suo popolo con il vero frumento, la manna, che data la sua natura divina, poco tempo resisteva in questo mondo di peccato. Con questa stessa manna, l’uomo si nutrirà quando sarà accolto nel Regno di Dio.
Salmi 78:25  L’uomo mangiò del pane degli Angeli; Egli mandò loro della vivanda a sazietà.
L’uomo ha mangiato il pan degli angeli, così in abbondanza che la copiosità della manna, riflette l’abbondante produzione che vi è in Paradiso, insieme al vino. Infatti, l’uva è frutto di questa terra, ma è anche prodotto del Regno di Dio, insieme alla “manna”. 
Matteo 26:29  Or io vi dico, che da ora io non berrò più di questo frutto della vigna, fino a quel giorno che io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.
Il bere il vino in questa terra, è come rinnovare la memoria del sangue di Gesù, versato per la salvezza del mondo e poiché il vino continuerà a essere presente nel Regno divino, lo berremo con Lui, alla sua gloria.
Il pane e vino, ci ricorda anche, l’incontro di Abramo con il sacerdote Melchisedek, nel quale si manifestò la volontà di Dio nel preannunziare il sacrificio di Gesù. Per questo motivo Egli è stato considerato sulla terra, poco minor degli angeli, ma solo e solamente per la liberazione dell’uomo.
Questo vino è anche riferito alla profetica trasformazione dell’acqua in vino nelle nozze di Cana, che altro non fu, la rappresentazione del suo sangue fuoriuscito dal suo corpo per la salvezza di tutti.
Egli si fece, pane che viene dal cielo e vino divino, come cibo purificatore il primo e lavacro spirituale il secondo, affinché l’uomo potesse ricevere perdono. Così, in conformità al suo amore eterno, Dio aggira la sua stessa Legge per recuperare l’uomo.
Si scopre, allora, la grandezza e la profondità del suo bene messo in atto per non far cessare la sua opera salvatrice, contro il tentativo vano delle tenebre che nulla producono e niente sostengono, ma che saranno in eterno sconfitte e annichilite dalla potenza di Dio e della sua Luce. 
Il dono dell’amore è di Dio, che lo dà e continuerà a farlo e che la nostra fede non ceda, anzi sia proiezione della sua Parola nel nostro cuore.
Pace e fede nel Signore.     


Aforismi di g.d.

LA FELICITA
La felicità non dura molto altrimenti sarebbe normalità, ma per quel poco l’uomo la ricorderà per tutta la vita. 

Il fiume portando l’acqua in mare appiana la terra, i terremoti la modificano, la pioggia la fa fertile, ma l’uomo con mente evoluta, la distrugge.

Lo specchio riflette la nostra immagine, quell’immagine rappresenta la nostra anima uscita dal nostro corpo. 

SAZZIAMI

Saziami con il tuo cibo, o Dio,
che mi renderà
ubidiente al tuo volere
e savio in questa  vita.


martedì 1 luglio 2014

OLTRE LA REALTA'



Nel linguaggio mistico, il volgere del pensiero all’interno della propria coscienza permette di scoprire l’intimo del nostro spirito e, per conseguenza, fa avere una sensazione prima e un’esperienza dopo, che il cuore sia entrato in un intenso rapporto con Dio. Nel momento successivo, il suo Spirito, mentre è contemplato, produce una mistica transazione dell’essenza divina dentro l’anima, che pone il credente in uno stato di sublimazione percependo, per ultimo, d’essere battezzato dallo Spirito Santo. 

Esodo 3:3 E Mosè disse: Or andrò là, e vedrò questa gran visione, per qual cagione il pruno non si bruci.  Diverso è il caso in cui vi sia una visione che si manifesta agli occhi dell’uomo.  Come s’è detto che i cieli si sono aperti e il profeta ha visto, specificatamente, il cielo non si è aperto come una porta ma Dio ha permesso che gli occhi dell’uomo acquistassero istantaneamente la capacità di intravedere quello che gli altri non vedono, come il limite che abbiamo di non sentire tutti i suoni, specie, quelli ad alta frequenza.
Così, gli occhi di Mosè, per volontà di Dio, sono stati fortificati nel vedere il fuoco che, in apparenza, consumava l’albero di pruno. Dal prodursi di questa meraviglia, egli non ha saputo, però, spiegare quello che si era proposto di verificare, il fatto che il pruno ardeva e non si bruciava, ciò perché Dio non permise che egli vedesse, la causa divina che produceva l’effetto.
Genesi 16:13 Allora Agar chiamò il nome del Signore che parlava con lei: Tu sei l’Iddio della veduta; perciocché disse: Ho io pur qui ancora veduto, dopo la mia visione?
In questo caso, Dio, ha dato ad Agar il potere immediato che i suoi occhi potessero vedere la visione della realtà divina, e che dopo averla contemplata, la sua vista è ritornata normale, continuando a vedere come prima.
Quando qualcuno si converte a Dio, è come guardare quello che altri non vedono e ascoltare ciò che altri non sentono. Perché la fede equivale al potere che Dio dà per vedere la sua visione e sentire la sua presenza. Questa esperienza trascendentale modifica la visione dell’uomo sul concetto della vita razionale e gli fa acquisire la conoscenza della virtù divina, unica e sola per qualificarsi cittadino del cielo.  
Il mondo dà illusione e rinnega la visione perché non può mai arrivare a concepirla. La buona novella, invece, fa scoprire il segreto per capire l’esperienza della visione divina e fa anche percepire l’eterno, con la singolare scelta di amare Dio, unico e onnipotente, ove non vi è potere né nazione né uomo, che sia capace solo di avvicinarsi. 
La scelta sta in ognuno che crede di avere il carattere e la virtù di intraprendere questa esperienza.
Il Signore fa grazia a chi è capace di provare la via della santità.
Pace e fede nel Signore.

lunedì 2 giugno 2014

PERCHE' NON VEDIAMO DIO?




      Nel dire Dio che è Spirito, ha indicato la sua vera natura invisibile o essendo visibile, ha posto un limite temporaneo alla vista dell’uomo? Sappiamo dalle Sacre Scritture che quando saremo nel suo Regno lo vedremo per come Egli è, ma a Mosè Egli dice “tu non puoi vedermi e vivere”. 

Perché, Dio non può essere visto? Bene. Se pensiamo che nel giardino dell’Eden, Adamo, come anima vivente vedeva Dio in Spirito, allora, possiamo supporre che il vincolo è stato posto per la conseguenza della disubbidienza dell’uomo.

Questo spiega che, a causa del peccato non vediamo Dio ma grazie per il suo amore saremo modellati su questa terra per riacquistare l’iniziale incorruttibilità, che provveduta da Gesù, ci permetterà di rivederlo per come Egli è.

 Gesù, allora, oltre che a essere l’artefice per purificare il cuore dell’uomo al volere di Dio è anche la proiezione dell’invisibile Dio sulla terra. 

Calossesi 1:15 EGLI è l’immagine dell’Iddio invisibile, il primogenito d’ogni creatura.

In questo modo, Dio, aggirando la sua stessa legge, salva l’uomo dalla sua caduta per mezzo di Gesù, che essendo Parola di Dio fatta carne, sacrifica la sua stessa carne per giustificare a Dio la carnalità dell’uomo, dove è detto che “l’uomo non è altro che carne”.

Non è poca cosa che Gesù è sceso sulla terra, perché era necessario che Dio creasse le stesse condizioni in cui Adamo era nel Giardino, perché Egli crea una sola volta per l’eternità. 

Se da un lato all’uomo è stato posto il vincolo di non vedere lo Spirito di Dio, dall’altro può, certamente, sentire la sua voce.

Ebrei 3:15  ……….Oggi, se udite la sua voce, non indurate i cuori vostri, come nel dì della ribellione.

Per avere questa esperienza, non è sufficiente essere credente, ma l’uomo deve abituarsi a sentire prima il proprio spirito, poi gli sarà aperto un varco verso il cielo per udire la voce del Signore, perché Egli è il Dio della pace e non della confusione.

L’uomo sarà avvolto nel nulla e resterà nel niente se non si abbandona a Gesù.  Dio, se ha permesso a Mosè d’essere visto di spalle, ora, attraverso l’opera di Gesù, lo vedrà come Adamo ed Eva lo incontravano nel principio, ma non in questa terra, ma dove Gesù stesso, sta preparando il luogo.

         2 Corinzi 4:4  ……………, acciocché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, ………...  

Per questo dobbiamo stare attenti a distinguere l’iddio di questo secolo con Dio, Creatore. Perché il libero arbitrio che l’uomo crede di avere su questa terra non è libertà di scelta ma giusta scelta, di un dono ricevuto.

Se Dio è con noi, vuol dire che questa scelta, l’ha già fatta Lui per noi. ”Vi ho scelto prima che il mondo fosse”.

Pace e fede nel Signore


giovedì 1 maggio 2014

DUE MONETE



Il complesso strutturale umano sin dai tempi si è avvalso, dopo l’esperienza del baratto, di un sistema funzionale che velocizza i rapporti commerciali tra l’uno e altro popolo. Gli uomini, nel far uso della moneta, insieme all’utilità dello scambio hanno sviluppato, purtroppo, tutte le fattispecie del raggiro. Sono rimasti due principi naturali inamovibili, uno negativo che rappresenta la croce e l’altro positivo che rappresentala testa: il primo, è quello che col denaro non si può comprare la vita e l’altro col denaro si può in parte curare l’esistenza del proprio corpo. Quest’ultima necessità ha fatto sorgere, come per riflesso, l’obbligo morale di assistere anche chi è bisognoso di cure. La morale collaborativa non ha però, sempre brillato nella coscienza degli uomini. Tuttavia, Gesù nelle sue parabole ci ha spesso richiamato ad applicare il sentimento umano ad applicare l’amore, detto anche “altruismo”, verso il prossimo ma esso nell’applicarlo, è stato come un seme caduto nella terra arida. Si fa richiamo al comportamento del samaritano in: Luca 10:35 E il giorno dopo……, prese due denari, e li diede al locandiere, dicendogli: "Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno". Attuando la carità verso il vero bisognoso con sincero sentimento d’affetto, come ha fatto il samaritano nel soccorrere il malato con la promessa che al suo ritorno avrebbe dato il di più, allo stesso modo, Gesù al suo ritorno donerà anche a noi l’eccedenza se a qualcuno bisognoso abbiamo dato supporto. Anzi, conoscendo il suo cuore, darà tre volte tanto. A questo punto ci accorgiamo che il sistema monetario, non sarebbe solo il mezzo di sussistenza per far vivere bene solo chi possiede il denaro ma serve anche per dare assistenza ai bisognosi, essendo che, la ricchezza di questo mondo appartiene a Dio e noi ne siamo solo usufruttuari. Queste cose insegnano le Sacre Scritture.  Gesù, infatti, pur essendo ricco ha sostenuto questo principio di umiltà con grande amore: Matteo 8:20 E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane, …………….. ma il Figliuol dell’uomo non ha pur dove posare il capo. Se Gesù per amore è vissuto povero, Dio lo fece ricco per dimostrare la sua originaria ricchezza agli uomini, quando alla fine del suo ministero fece ospitare il suo corpo nella tomba di un uomo ricco.  Matteo 27:57 Poi, in su la sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato per nome Giuseppe, il quale era stato anch’egli discepolo di Gesù. Gesù così ha avuto due “Giuseppe”, uno povero dove Egli è nato e l’altro “Giuseppe di Arimatea”, ricco ove il suo corpo riposò.

Dio, secondo il nostro parere, ci ha voluto spiegare le due forme di monete una materiale che si riferisce a chi si riconosce di essere nella ricchezza e l’altra, invisibile, che porta il presupposto di superiore vita, avendo l’emblema della generosità usata in questo mondo per essere soddisfatta, poi, con la vera ricchezza di Dio della vita eterna. E’ tempo, allora, che tu ed io cerchiamo di disporre di queste due monete, una per sopravvivere e l’altra per vivere in eterno.

Pace e fede nel Signore