sabato 14 settembre 2024

L'UMILTA' DI PAOLO

 

 

In riguardo alle divisioni di certi gruppi di fedeli che si ponevano a favore di Paolo o di Apollo o di Cefa, Paolo mette in risalto la diversa attitudine di comportamento che ha verso i Corinzi che è quella di annunziare la testimonianza di Dio non con eccellenza di parola o di sapienza, ma in modo semplice, essendo che, egli non si propone di sapere altro che di Gesù crocifisso. Come possiamo intendere questo ragionamento che Paolo fa escludendo la forma dell’eccellenza del parlare? Se egli è ispirato dal divino come non avrebbe potuto parlare con alta sapienza infusa da Dio? Riflettendo, però, Paolo è conforme allo stile di Gesù che quando era sulla terra per farsi capire dai discepoli parlava in parabole e spesso usava comuni esempi di parole per favorire il popolo ad avere una comprensione immediata.  Così, Paolo continua a dire che non solo non usa sapienza di parola ma nemmeno discorsi persuasivi come costringere il popolo ad essere forzatamente d’accordo al suo discorso, ma si premura con partecipazione del suo cuore a dimostrare la potenza dello Spirito di Dio. Tuttavia, egli espone una sapienza proveniente da Dio che nel suo complesso è misteriosa che è stata concepita ab origine per i fedeli e predestinata a glorificare chi apre il proprio cuore a Dio. Quale potrebbe essere questa sapienza? Essa possiamo individuarla se colleghiamo la nostra sapienza acquisita con la conoscenza della parola di Dio, cioè, quella riferita ai frutti dello spirito: la sapienza, l'intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. Il parlare con queste attitudini caratteriali, certo che, il seme della parola farà breccia nei cuori di chi ascolta con fede mentre si realizza l’efficacia del messaggio evangelico negli altri che ascoltando darà gloria alla vita. La sapienza divina non è conosciuta ai dominatori di questo mondo ma se anche l’avessero conosciuta non avrebbero dovuto crocifiggere Gesù. Se poteva esserci uno spiraglio per intenderla, la loro avidità di potere e di interesse non lo avrebbero permesso. Ma proprio le cose che occhio non vede e orecchio non sente sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano. Perché questa condizione è stata considerata per ricevere la grazia di essere amati da Dio? Dio ha considerato la fede come condizione necessaria e sufficiente per valorare il rapporto dell’uomo con Dio. Questo apre la condizione della sensibilità della carne allo spirito per avvicinare la sapienza dell’uomo a quella divina.  La sapienza divina domina su quella dell’uomo, essendo che, a noi Dio l’ha rivelata per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa anche le profondità di Dio. Così, chi conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Allo stesso modo nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Questo discorso articolato che fa Paolo con il rapporto tra la sapienza e lo spirito è per evidenziare la sua abnegazione a rispettare le linee di umiltà insegnate da Gesù e non per sminuire la sapienza dell’uomo che è un dono di Dio, ma che l’uomo non la usi con ipocrisia ritorcendola contro Dio, poiché, non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate. A questo riferimento, Paolo, parla con le parole insegnate dalla sapienza umana ma che ad operare è lo Spirito che adotta parole spirituali. Così l’uomo non riceve la sapienza di Dio diretta, che l’uomo non potendola contenere la considera pazzia, ma neanche può conoscerla perché è necessario un intendimento spirituale ab origine. Questo intendimento originale lo possiede l’uomo spirituale che giudica ogni cosa mentre egli non è giudicato da nessuno.  Questo si riferisce a quegli uomini che dedicano la propria vita al servizio di Dio facendone un solo scopo della vita. Perché è avvenuto che conoscendo la mente di Gesù, quegli uomini spirituali hanno anche conosciuto la mente infinita di Dio. Quindi non esiste una linea di demarcazione tra Dio e l’uomo se quest’ultimo con la sua sapienza permetterebbe un approfondimento per conoscere il divino. Sarebbe come bussare al cuore di Dio per far parte della sua sapienza, così, l’uomo conoscerebbe non solo la grandezza dello Spirito divino ma sentirebbe anche la grandezza dell’amore di Dio.          

   

 

giovedì 22 agosto 2024

DIO MIO PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO?

 


Matteo 27:46 E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: Eli, Eli, Lama sabatini? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?  Questo momento conclusivo del ministerio sulla terra di Gesù è difficile da capire e soprattutto da spiegare.  Ma cerchiamo con l’aiuto del Consolatore di approfondire la lettura per trarre quanto più ci verrà trasmesso. Non fu un abbandono da parte di Dio, anzi la sua presenza fu marcata nel vedere il popolo la cortina del tempio che si squarciò in due e la terra tremò, le rocce si schiantarono, le tombe s'aprirono e molti corpi dei santi, usciti dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. Questo è stato il modo in cui Dio fece sentire la sua presenza. Non aveva Dio bisogno di parlare per soddisfare l’uomo che già gli aveva ricevuto suo Figlio in sacrificio, ma fu sufficiente che Gesù pronunziasse, perché mi hai abbandonato, per verificare che Dio era presente e risuscitasse Gesù dalla morte. Se Egli nel giardino di Getsemani accettò il sacrificio, che significato avrebbe avuto il grido di dimostrare all’uomo o a satana di essere stato abbandonato dal Padre? Che immagine avrebbe avuto Gesù di fronte a satana che gli offrì nel deserto tutto il potere sulla terra? Se veramente Gesù fosse stato abbandonato come mai il soldato disse veramente costui era il Figlio di Dio? Queste ad altre domande potrebbero essere fatte e resteremmo incapaci di spiegare il perché Gesù gridò. È un mistero fuori dalla comprensione dell’uomo. E la stessa incapacità di comprensione si ha, quando Gesù si caricava delle malattie ove lo vedevamo come il liberatore, ma non sappiamo cosa avveniva nella sua persona.  Quando Gesù sanava il popolo dalle malattie e perdeva parte della sua virtù era forse come un pegno pagato a satana, essendo le malattie inserite da satana? E per questo avremmo detto che sarebbe stato un sottomesso? Mai sia. E al grido Dio mio perché mi ha abbandonato penseremmo veramente che Dio avrebbe abbandonato Gesù suo unigenito? Mai sia. Allora questa espressione che non intendiamo, essendo un colloquio strettamente divino tra Figlio e Padre, quale presunzione avremmo per giudicare? Se ha gridato Gesù come uomo e non come Parola, seconda Persona di Dio, cosa ne sappiamo? La nostra fede se fa nascere dei dubbi che valore avrebbe di fronte al sacrificio di Gesù? Non sarà meno che di un seme di senape e meno ancora se restiamo nel dubbio? Non ci basta la risurrezione dai morti? Non ci bastano i miracoli? Dobbiamo ancora pretendere di fare come domandò Giovanni Battista? Non ci basta l’ascensione di Gesù di fronte a migliaia di persone?  E non ci bastano le profezie dell’Apocalisse che stanno avvenendo punto per punto come quelle di Matteo cap.24? Se Dio avesse abbandonato Gesù oggi saremmo perduti nel buio dell’universo conoscendo solo la morte e saremmo come insistenti nell’universo.  L’uomo non avrebbe nessuno scopo di vivere e tutto sarebbe utopia senza significato. Ma grazie al quel grido di Gesù e il grido del popolo di Dio che schiavo in Egitto Dio li ascoltò, abbiamo sentito che Dio esiste e, come ha liberato il suo popolo, ci risorgerà a vita eterna. Non cerchiamo di esser giudici di quello che è divino. Consideriamo piuttosto la nostra vita che dipende da Dio e dall’opera salvifica di Gesù.

Pace e fede nel Signore

 

lunedì 12 agosto 2024

GESU’ CAPO DELA CHIESA

 

 

Non molti riflettono e forse non sanno che il capo della Chiesa è Gesù. La chiesa è intesa d’essere non la struttura dell’edificio ma i fedeli che lodano Dio dentro e fuori il fabbricato chiamato Tempio. Nasce allora, se si è dentro il Tempio, l’osservanza delle regole dettate da Gesù. È detto nelle Sacre Scritture che Dio è Spirito e che i veri adoratori lo adorano in Spirito e verità. Eppure, quelle che sono chiamate chiese sono pieni di statue e idoli di ogni tipo e provenienza, come ossa umane, sangue, dita, calice e via dicendo. Si ignora esplicitamente il divieto che Dio ha dato, quello di stare lontano dagli idoli, Salmi 115:5 Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, 6 hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, 7 hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono. Da questo osserviamo che tutte le chiese del mondo sono strapieni di idoli e ciò conferma piaccia o no che satana, essendo il principe di questo mondo, ha fatto sì che i templi dedicati a Dio fossero saturi di idoli a sua gloria. Chi entra nel Tempio e prega il Signore, per conseguenza di fatto, starebbe adorando gli idoli e non Dio. Questo è un problema, poiché, non esisterebbe una giustificazione per l’uomo di dire, non lo sapevo. Se si sono lette e rilette le Sacre Scritture, la continuità di piegarsi agli idoli, comincia ad essere grave, leggasi i primi capitoli dell’Apocalisse, ciò che l’Angelo di Gesù dice alle chiese.  Tuttavia, a queste condizioni di come i credenti pregano Dio, modo liturgico imposto dai sacerdoti di adorare Dio, la situazione sembra difficile da essere risolta nel pregare Dio in spirito e verità. Infatti, sul lato opposto, ci si chiede: se Dio ha permesso che satana fosse il principe di questo mondo, i fedeli ingenui che adorano Dio dentro le chiese, come verranno giudicati? Il punto è se i fedeli conoscono le Scritture, dovrebbero riflettere su come adorare Dio. in riguardo ai conoscitori delle Sacre Scritture si dovrebbe attenersi al fato che Dio guarda i cuori e giudica in funzione della nostra anima e quindi non dovremmo giudicare né criticare alcuno, poiché, solo Dio giudica e solo Gesù è il capo della Chiesa. Vi è solo una attitudine che ci tutela, comandata da Dio, che con la preghiera e la ferma fede a Lui, satana si allontanerà da noi. Questo comporta l’osservanza della Parola. Ma osservando la Parola non possiamo ignorare il divieto di avvicinarci agli idoli. Isaia 44:9 Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità; i loro idoli più cari non giovano a nulla…  Così, cosa possiamo dire sulla liturgia e sulle statue nelle chiese e quelli che si inchinano davanti ad essi? È stato scritto dalla CEI in una nota della Bibbia nella Apocalisse che il Vaticano è il covo di satana. [1] Matteo 16:18 E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere. Il fatto che Gesù parla di edificare la sua chiesa lascia ad intendere trattasi di Tempio ma, allora, Gesù sarebbe capo dei Tempi o dei fedeli chiamati corpo di Cristo? È chiaro che la chiesa è il popolo di Dio e che lo ha dato a Gesù. Giovanni 17.6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola… È chiaro che in questo mondo satana sta usurpando il posto di Cristo Gesù come capo della chiesa e per evidenziare la sua presenza l’ha riempita di idoli.

Pace e fede nel Signore

 



[1] Cfr La Sacre Bibbia CEI Roma 1974 pag. 1242 nota 18 Apocalisse: Descrizione profetica del crollo di Roma come simbolo dell’idolatria e delle forze avverse a Dio.