Dal momento dell’apparizione dell’uomo la natura lo ha accolto con indifferenza e con un profondo silenzio, nascondendogli i segreti e la bellezza del creato. Tutto ciò che aveva di bisogno per la sua sopravvivenza l’uomo lo doveva scoprire scavando nella sua mente. Per primo ha dovuto far conoscenza del rapporto che esiste tra lui e la natura nel caso fosse stato un amico o un nemico da essere distrutto alla prima occasione negativa. Egli ha appurato nel suo intimo, l’ipotesi se non si fosse assuefatto alla legge o avesse attuato una volontà distruttiva cosa gli sarebbe successo. La bontà della natura ha prevalso per accoglierlo senza condizioni perché vide che l’origine dell’ospite non proveniva da una metamorfosi ma fu creato dal divino. Così, l’uomo fu accolto in modo benigno mentre la natura gli offriva il tutto e la disponibilità di essere scoperta. Da quel momento l’uomo si fece la prima domanda: che cosa egli avrebbe fatto e quale scopo avesse la sua vita in questa terra. Risposta che gli è stata insoluta fino ad oggi, poiché, trovare uno scopo dell’esistenza può essere difficile. Il fine su cui fondare la cognizione della vita potrebbe essere nascosto nei nostri valori o nelle nostre esperienze, se risultassero d’essere diverse quotidianamente. Tuttavia, le conclusioni e i giudizi risolutori dati da noi nella vecchiaia darebbero un risultato relativo sul significato della vita, restando sempre da scoprire il vero senso nascosto e mai palesato da Dio che ci ha creati. L’interrogazione che si pone l’uomo è quella che da secoli viene ripetuta incessantemente: che scopo ha la presenza dell’uomo nell’universo? Questa interrogazione racchiude una infinità di domande, come per dirne una, se l’uomo ha la capacità di sviluppare la scienza, perché è incapace di scoprire la sua origine? Tuttavia, osservando il sistema e i movimenti dei corpi celesti egli si rende conto che non può essere solo senza una direzione o uno scopo, poiché, necessariamente un Creatore deve esistere sopra di lui. Restando la sua mente senza possibilità di trovare una soluzione, non gli rimane che di studiare la natura. Ecco che l’uomo diviene l’artefice vivente che muove i segreti nascosti per trovare leggi che lo aiutano a comprendere la sua esistenza. Si accorge attraverso la lettura delle Sacre Scritture che colui che lo ha creato gli ha lasciato, in parte, la chiave del sapere. La sua capacità cognitiva non può mai guidarlo alla scoperta se non riconosce che al di spora di lui vi è Dio che lo ha composto e modellato con capacità d’essere di gran lunga superiore a tutti i viventi. Così, dopo avere osservato sé stesso, l’uomo comincia ad esaminare il rapporto se esiste con il suo Creatore, se esso è familiare, gerarchico o di diversa natura. Da questo scopre che esiste un limite nella sua mente che, se vuole andare oltre deve affidarsi alla fede. Così, l’uomo comincia a collegare il cielo con la sua esistenza e scopre che la sua natura non appartiene a questo pianeta, essendo che, la morte gli sbarra la longevità della vita come se lo privasse di conoscere oltre. Poi, guarda gli uccelli e si duole perché non può volare come loro. Si rammarica del perché il corpo invecchia mentre la natura è perpetua. Il tutto lo conduce a cercare il significato della vita. Con il suo pensiero costruisce ipotesi di rapporti tra il fisico e il trascendentale e si accorge di essere tra due misteri ove viene sballottato continuamente mentre raccoglie leggi fisiche e morali che accrescono la sua cultura. Per dare senso alla sua vita, l’uomo traccia nell’universo i corpi celesti e nella terra cerca la molecola della sua origine senza trovare nulla da ambi due lati. E la scoperta del meccanismo dell’universo da un lato e il robot dall’altro, lo portano in un buio incerto del futuro che gli può costare la perdita della sua esistenza. È un percorso obbligato che non può farne a meno per avanzare la sua ricerca. Tutti i tentativi e le esperienze di scienza lo portano a considerare la Bibbia unico libro che apre al segreto della vita, sebbene in parte rivelato. Tutto resta un mistero che amaramente logora l’uomo da portarlo alla negazione di tutto. Gli resta solo la speranza della vita dopo la morte. Una speranza che fa paura ma che deve attraversare comunque. Qui, allora ritorna a subentrare la fede in Dio.
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