lunedì 16 febbraio 2026

LA CROCE DI CRISTO

 


 La croce dove Gesù offrì la sua vita, rappresenta la durezza della natura dell’uomo che non reputò empio di appenderlo nel duro legno come un criminale. Tuttavia, la croce che doveva essere nascosta, essendo stata la vergogna dell’uomo, viene ripetutamente menzionata nelle Sacre Scritture come simbolo di sacrificio di sangue del nostro Salvatore ma, anche in senso lato, come riferimento di predicazione.  1 Corinzi 1:18 Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio. Le parole predicazione della croce è un termine che può essere frainteso, essendo che, molti lo pongono come elemento di riferimento di predica, trascurando chi vi era inchiodato. Vero è che la frase chiaramente indica la predicazione della croce, ma è vero anche che: Matteo 10:38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Allora, se in questo verso la croce non è materialmente considerata, essendo che, Gesù non intendeva che i discepoli avrebbero dovuto prendere una croce di legno materialmente e portarla sulle spalle, ma si riferiva al soffrire con lui le vicende del ministero della salvezza e della sua evangelizzazione. In questa ottica, la croce diventa un simbolo di sacrificio figurativo e non una predicazione di croce materiale, essendo che, la croce come duro legno non offre nessuna salvezza ma è stata solo mezzo di tortura, per cui, il legno appartiene al mondo peccatore che non ha nulla di essere predicato. La predicazione della croce, altro non è che il riferimento metaforico del sacrifico di Gesù, per cui, nominandola si inglobava il ministero sacrificale di Cristo. Il legno della croce in senso appropriato sarebbe da intenderlo come la spada infilzata nel cuore di satana, poiché, dove egli pensava di avere vinto è morto. Così come tutti, abbiamo la nostra croce da portare e quando moriamo, vinceremo la corrosione della vita che ci ha causato satana, perché saremo vincitori come Gesù lo fu sulla croce, dove tutti dobbiamo seguirlo, poiché, il Salvatore non lascia mai i salvati.  

Pace e fede nel Signore        

 

 

giovedì 5 febbraio 2026

GESU' ERA LIBERO DI OPERARE?

 

 

 

Una qualificazione per affermare se Gesù fosse libero o meno di operare non può essere definita con una risposta certa, essendo che, l’uomo dovrebbe essere capace di valutare con il metro umano una azione divina. Tuttavia, cerchiamo di fare un tentativo per acquisire una conoscenza più approfondita valutando alcuni fatti ed espressioni di Gesù esaminando il verso biblico in Matteo 4:10 Allora Gesù gli disse: Vattene, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto. Questa frase contiene, nella prima parte la parola “vattene”, che è la risposta di Gesù data a satana con la sua libera discrezionalità e secondo la sua umana cognizione di causa, mentre teneva ferma la sua fedeltà alla missione di salvezza. Da questo si deduce che la guida dello Spirito Santo in quel momento si era posta in stato di pausa, lasciando che Gesù risolvesse il suo problema con capacità di giudizio umano, per cui, era libero di dire sì o no. Nella seconda frase, dove dice: “poiché sta scritto” implica una sua ubbidienza totale al mandato avuto dal Padre, nella quale frase, è inglobata la sua promessa di salvare il mondo. Il fatto che Gesù dichiara le specifiche parole di osservanza alle Scritture, conferma che Egli è l’esecutore indiscusso della volontà di Dio. Nel seguito, quando conferma la vericità del suo parlare e dice: in verità, in verità io ti dico, rivela apertamente la sua appartenenza al regno di Dio dal fatto che, nel fiume Giordano lo Spirito Santo si infuse in lui nel momento del battesimo come la Parola fatta carne. Da questo evento, si capisce che Gesù ha operato sulla terra con la potenza infusa della seconda persona della Trinità, la Parola e, nel caso in oggetto, quando afferma per due volte: in verità, in verità, si riferiva al Padre e allo Spirito Santo e con le ultime parole, io ti dico sì riferì alla Parola che era in Lui. Gesù, svelando che è la via, la verità e la vita, ha confermato che la verità divina era vivente sulla terra, cioè era personificata in lui. E quando gli disse Pilato: che cosa è la verità, Gesù non gli rispose poiché la verità era lui stesso davanti a Pilato e lui non lo riconobbe. Il fatto che Gesù operava come parte della Trinità di Dio lo scorgiamo in Nicodemo, il quale, in una discussione collegata al mistero divino, gli disse come sia possibile che uno possa nascere di nuovo? Nello specifico Gesù gli spiegò la necessità che l’uomo deve cambiare nel suo intimo e nel suo cuore per potere entrare nel regno dei cieli e poi concludendo, usò la parola noi. Giovanni 3:11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto. Qui Gesù oltre che come uomo parlò come Parola fatta carne. Con un  altro riferimento, nei casi, quando operava nei miracoli, ma anche quando imponeva la sua potenza, Gesù pregava al Padre, come nel caso: Matteo 26:53 Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d'angeli? Quindi, essendo Gesù divino e Figlio di Dio, è superiore a tutti gli uomini della terra, perché umanamente in Lui risiedevano virtù fuori da questo mondo e che l’uomo non riesce a identificarle perché non intende lo Spirito divino né la sua potenza, che ha creato la materia. Tutto l’universo esiste da una volontà divina, Dio, il quale ha il potere di creare il tutto dal nulla. Gesù chiude la frase considerata dal principio, con la necessità inamovibile ed assoluta di amare Dio, con tutta la volontà e il desiderio di appartenergli. Allora, l’uomo sarà uomo.   

Pace e fede nel Signore