martedì 6 novembre 2018

FINO AL TERZO CIELO


            Il cielo può essere considerato come una grandezza immateriale ma visibile ove lo sguardo non riesce a identificare alcuna cosa, oppure, può essere inteso come spazio capace di far fluttuare nel suo interno corpi di qualsiasi grandezza, di natura visibile e invisibile. Il cielo a cui ci riferiamo, è diverso da questi sommariamente definiti, poiché, esso appartiene ad uno stato etero cosmico, vale a dire a un appariscente universo che si oscula e si per oscula nella materia, influenzando la composizione e l’esistenza che vive in esso. Il corpo umano, divenuto incorruttibile, per volontà di Dio, può muoversi senza limitazioni di tempo nel suo ambito. Se Paolo ha avuto l’esperienza, unica nel suo genere, di essere stato trasportato, in modo strabiliante, dal primo al secondo cielo fino al terzo e Paolo, nel determinare la sua condizione non ha saputo dire se fosse stato col corpo o fuori dal corpo, indica l’esistenza di una complessità di natura di quel cielo totalmente diversa da quella che chiamiamo spazio universale. Esso sarebbe l’universo trascendentale che per fede immaginiamo e che nel suo interno la materia, cioè l’uomo, possa muoversi secondo altre leggi appartenenti al divino. Nel nostro caso crediamo che Paolo sia stato assunto in spirito, cioè la natura che era dentro il suo corpo, si pensi all’anima, è stata elevata in cielo, mentre il suo corpo sia rimasto giacente in terra. Tuttavia, ciò, non da una prospettiva di riferimento, essendo che l’esistenza della dimensione trascendentale rimane d’essere un mistero. Certo è, che l’uomo, avendo avuto questa facoltà di vedere e sentire cose ineffabili è ritornato sulla terra in circostanze traumatiche che, oltre a non sapere spiegare come egli sia salito non è stato capace nemmeno di raccontare le cose che ha viste.  2 Corinzi 12:2 Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa (se fu con il corpo non so, se fu senza il corpo non so, Dio lo sa) fu rapito fino al terzo cielo. La prima cosa da osservare è che quando Paolo dice di essere stato rapito, ciò, non significa che è stato sottratto con forza al cielo ma che il suo corpo è stato predisposto per la trasportazione in modo sublime da non accorgersene, infatti, egli non seppe dire se fosse stato col corpo o fuori dal corpo. Tale avvenimento ha provocato in lui una meraviglia superiore a quella che può sopportare una emozione umana che, avendogli suscitato una enorme gioia, la sua mente ha perso la capacità di memorizzare nell’archivio della sua mente le notizie ricevute, ma solo ebbe confusi ricordi indescrivibili. Per il fatto che Paolo ha visto e sentito cose ineffabili, indirettamente ci dice che egli non ha visto Dio, in persona, altrimenti lo avrebbe detto. Allo stato delle cose, si desume che non è stato nel cielo altissimo ove risiede Dio e Gesù, ma in un diverso luogo inferiore. La sua condizione psicofisica è stata influenzata in modo così rilevante che egli non poté spiegare neanche la più semplice prova visiva né strutturale divina, ma solo riferire di essere stato nel terzo cielo, col corpo o fuori dal corpo. Certa è stata la prova del muoversi rapidamente da un luogo all’altro nei cieli di Dio. Apocalisse 4:1 Dopo queste cose, ………. Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire dopo queste. Lo spostarsi tra un cielo all’altro è condizione abituale, essendo che lo spirito si muove ove egli vuole sia nella dimensione del Regno di Dio sia nel mondo in cui viviamo. Da quanto detto, il nostro pensiero ci porta a concludere che il Regno di Dio non dovrebbe essere molto lontano da noi, per il fatto che è detto, che la terra è lo scannello dei suoi piedi. Tuttavia, non possiamo ipotizzare quanto sia la sua vicinanza, essendo che, nel cap. 14:3 di Giovanni dice: Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi. Pur rimanendo un mistero, quale sia la nostra futura dimora, resta la sicurezza della realtà divina. Certo è che alla fine, avremo un solo Dio e un solo Gesù assisi nei Troni.  Apocalisse 22: 3 …. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello.
Pace e fede nel Signore
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