mercoledì 2 agosto 2017

LA SPADA DI GESU'



         Matteo 10:34 Non pensate ch’io sia venuto a metter pace in terra; io non son venuto a mettervi la pace, anzi la spada. Il fatto che Gesù dice per due volte che è venuto sulla terra, rivela che la sua origine non è terrena, altrimenti avrebbe detto, son nato. Quali riferimenti potrebbero essere collegati a questa espressione? Se Egli è l’Umile, il Principe della Pace e il suo giogo leggero, come possiamo intendere la frase, che metterà la spada fra gli uomini?  Se Gesù, ha profetizzato eventi di angoscia e commisera l’umo per il suo dolore, come mai si esprime con atteggiamento di vendetta?  
Luca 23: 28  Ma Gesù, rivoltosi a loro, disse: Figliuole di Gerusalemme, non piangete per me; anzi, piangete per voi stesse e per li vostri figliuoli. Se le donne piangeranno per loro e per i loro figli, sarà per la tribolazione del mondo che è già in atto, a causa del peccato di Eva e di Adamo o perché il mondo non ha riconosciuto il Messia? Il secondo caso sembra essere la conseguenza del primo e ciò spiegherebbe la sequela dei mali che affliggono l’uomo. Tuttavia, in Luca 22:38 Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade. Ed egli disse loro: Basta. In quest’ambito, se Gesù è contrario all’uso dell’arma, chiaro è che il riferimento della spada è la discordia, per effetto diretto o indiretto del peccato originale, ove l’uomo per sua decisone, userebbe l’arma per imporre il suo volere. Si creerebbe, così, un’auto distruzione che provocherebbe l’isolamento dell’uomo, costituendolo nemico di tutti e di se stesso, che altro non sarebbe, che la spada della discordia che lui stesso ha provocato. Questa discordia, o spada, produce la guerra in famiglia e dopo in tutto il mondo, ma non manifesterebbe il riferimento della conseguenza di quanto Gesù affermò alle donne nella via dolorosa. La spada che mette Gesù è quella della Parola che esce dalla sua bocca ed è a doppio taglio, ma che l’uomo l’ha trasformata in arma di guerra e di uccisione, male interpretando il Verbo, che come spada, riprende l’uomo solo per il suo peccato. La spada nasce nel cuore dell’uomo e insanguina il suo simile senza capire che Dio non usa armi proprie ma quelle che il cuore duro dell’uomo fabbrica per gli altri e che possono distruggere anche se stesso.   Ezechiele 11:10 Voi cadrete per la spada, io vi giudicherò ai confini d’Israele e voi conoscerete che io sono il Signore. Non dice per la mia spada ma per la spada, confermando che Dio è giusto e se vi saranno spade, quelle sono costruite dall’uomo. Matteo 10:35 Perciocché io son venuto a mettere in discordia il figliuolo contro al padre, e la figliuola contro alla madre, e la nuora contro alla suocera. Ecco che la spada di cui si parla è la discordia che è già nel cuore dell’uomo e anche la natura ne subisce gli effetti, essendo che spesso si ribella e diventa spaventosa. Dio promette altresì che dalle spade si faranno zappe per coltivare la terra, poiché la pace e la serenità ritorneranno.
Isaia 2:4  Ed egli farà giudizi fra le genti, e castigamenti sopra molti popoli; ed essi delle loro spade fabbricheranno zappe, ………… e non impareranno più la guerra.
Pace e fede nel Signore



sabato 1 luglio 2017

LA COMPARSA DI CRISTO



Gli scienziati affermano che il futuro del nostro pianeta è strettamente legato a quello del Sole. Prima di spegnersi, avendo perso il suo ciclo di fusione, detto - di Bethe - la sua quantità d’idrogeno e di elio collasserà, lasciando che il sole acquista una dimensione enorme, causando la disfatta della propria galassia con tutti pianeti. Questa teoria contrasta con quanto dichiarato nelle Sacre Scritture.  
Se nel principio Dio creò il cielo e la terra, vuol dire che essa esisteva nell’universo senza il sole. L’avvenimento del prossimo futuro è scritto in Matteo 24:29 Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole scurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate. Da ciò, ci si chiede, come dobbiamo intendere la parola, scurerà? Ci troveremo nel buio totale o vi sarà un pallido chiarore come un giorno nuvoloso? In effetti, il sole perderà gran parte della sua attività e la sua luce arriverà rarefatta, tale che, la luna diventi rossa per la quantità di raggi infrarossi ricevuti. Il colore che assumerà sarà come quello del ferro rovente che, perdendo calore, diventa rossiccio.
Matteo 24:30 Ed allora apparirà il segno del Figliuol dell’uomo, nel cielo; allora ancora tutte le nazioni della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sopra le nuvole del cielo, con potenza, e gran gloria. Dopo la venuta di Gesù, il sole dovrebbe riprodurre energia, essendo che, Gesù regnerà ancora per mille anni sulla terra e vi sarà un regno di pace e anche di luce.
Lo scritto, i cieli saranno scrollati, non significa che non funzionerà il creato, per sempre, ma che l’universo tremerà per la presenza di Gesù, fino al termine della sua discesa sulla terra. Da questo, l’umanità capirà che Gesù è veramente il Figlio di Dio e proverà vergogna per non averlo riconosciuto.  Gesù solo avrà potere in tutto il mondo, essendo che il suo regno non avrà fine. Come sarà possibile vederlo nelle stesse condizioni in cui è stato ferito, alle mani e ai piedi? Se il tempo ha un valore nella terra, esso non esiste nel regno di Dio. I fatti succeduti nel Giardino fino a oggi, per Dio, sono attuali. Tuttavia, è impossibile dare un valore di tempo alla parola, attuale, se si dovesse considerare che, nella creazione si parla di primo, secondo, terzo giorno, prima di avere Dio, creato il sole al quarto giorno.
Considerando Gesù. Come sarà il suo volto, nell’apparizione?  Sarà esso sorridente, serio o minaccioso, se ricordiamo che disse: alla mia venuta troverò fede negli uomini? Luca 18:8  Certo, io vi dico, che tosto li vendicherà. Ma, quando il Figliuol dell’uomo verrà, troverà egli pur la fede in terra? Esso sarà misericordioso, comprensivo di essere pronto a sollevare l’umanità dall’angoscia. Da solo, organizzerà il vivere pacifico sulla terra, poiché, Egli non ha bisogno di una schiera di collaboratori ma sarà la sua divina volontà a cambiare la mente di tutti, a essere auto gestori di se stessi secondo le vie del Signore. La mente umana sarà elevata
alla corretta visione dell’intendere la terra come il cortile d’ingresso per accedere al luogo santissimo che è, il Regno di Dio. L’umanità, gradendo la sua presenza, andrà a glorificarlo in Gerusalemme, riconoscendo l’errore fatto, quello di avere giudicato ingiusto, il Figlio di Dio.  Dobbiamo, così, essere irreprensibili fino alla sua venuta, Corinzi 1:7 Talché non vi manca dono alcuno. Aspettando la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo.
Corinzi 1:8  il quale eziandio vi confermerà infino al fine, acciocché siate senza colpa nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo.
Pace e fede nel Signore



giovedì 1 giugno 2017

IL PROCESSO DI GESU'



Incomprensibile la sottomissione di Gesù a farsi giudicare dall'uomo e ancora più come abbia permesso di farsi umiliare oltremodo, senza muover ciglio. Il sacrificio che comprese la morte corporale, a giudizio umano, doveva essere eseguito con dignità e discrezione, trattandosi di Gesù, Figlio di  Dio. Il consentire, la Potenza divina, prima del sacrificio, che la derisione, la corona di spine e la fustigazione fossero eseguite su Gesù, non può essere mai compresa. Questo spettacolo straziante di tortura, ha causato non pochi problemi alla mente degli uomini che Egli sia ricordato tra la gente, ora come vittorioso e vivente alla destra di Dio ora come capro espiatorio del peccato originale. Se il sacrificio di Gesù, rimane un mistero ancor più, la sua sottomissione al processo penale, suscita incomprensione e stupore su come alle interrogazioni poste da Pilato, non si sia difeso arditamente, preferendo il silenzio alle accuse che gli furono rivolte al processo che l’uomo gli aveva preparato come ricompensa dell’amore ricevuto.
Tuttavia, la reticenza di Gesù fece da protagonista nel processo, poiché, in realtà a giudicare gli uomini, fu Lui e non viceversa. Rimane, pur il mistero del suo ostentato parlare. Se in altre circostanze, Egli aveva sgridato gli Scribi e i Farisei, chiamandoli, vipere, come non avrebbe dovuto ora, di fronte a un giudizio storico e unico degli eventi divini, marcare la sua verità prima di accingersi al sacrificio? Nelle poche parole dette, Egli, ha rivelato avvenimenti divini senza precedenti e pur non è stato capito.[1] Sarebbe stato interessante se Pilato e la giuria, avessero espresso interesse di sapere cosa, Egli, avesse inteso dire sedere alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo. Se è vero che i segni divini Gesù li ha manifestati, nel processo e tra la folla, vero è anche che la mente degli uomini, fu accecata dall’intendere quelle vie, pur essendosi espressa conforme alla legge di Dio.
Certo è, che in quel momento prese vantaggio l’odio che radicandosi nei loro cuori li annebbiò da renderli incapaci di accettare la più elementare prova. Gesù non parlò e non si difese, poiché, vide che il male aveva già compiuto il suo corso mentre la sua vittoria lo attendeva sulla croce. In quel momento, Dio era presente, essendo che suo Figlio Gesù, stava sotto le forze avverse, non costituite da altro dio, ma dalla complessità della natura divina che lascia l'uomo confuso fino a oggi. Partendo dall’attenta valutazione che Dio è uno, si deve ipotizzare che tutto fa capo a Dio e alla sua complessa e infinita sapienza. Così, se Dio fu presente nel momento in cui, Abramo stava per sacrificare Isacco, certo fu presente quando Gesù era sulla croce e disse, Padre perché mi hai abbandonato?  Se Dio provò Abramo per poi considerarlo suo amico, non sarebbe stato presente nel momento del sacrificio di Gesù, che era suo Figlio? Da questo si deduce che Egli era anche presente nel processo, anzi era il suo Spirito, in Gesù, che parlava, essendosi già incorporato, prima, nel momento del battesimo. Si deduce ancora che il nemico abbia avuto facoltà di sottoporre Gesù alla prova, come Dio lo permise con Jobbe, infatti, Giovanni 19:11 Gesù rispose: Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto………
Il fatto che Gesù gridò, Padre mio perché mi ha abbandonato, è stato, per certi versi, l’estremo dolore di Gesù uomo che rispecchia la stessa emozione umana di quando Giovanni chiese se Gesù fosse il Messia, prima di essere decapitato. Ci si chiede Gesù, Figlio di Dio, come avrebbe mai ceduto di fronte al dolore? Se Egli è sceso dal cielo e si è incarnato, assumendo tutte le proprietà, divenendo vero Dio e uomo? Che lettura si possa dare a quest’avvenimento che ancora oggi confonde la mente umana? 
Pace e fede nel Signore



[1] Matteo 26:64  Gesù gli disse: Tu l’hai detto! Anzi io vi dico che in avvenire voi vedrete il Figlio dell’uomo sedere alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo.

venerdì 5 maggio 2017

DIO PADRONE



Che Dio sia il padrone del mondo è dichiarato in diverse parti delle Sacre Scritture. Sappiamo, anche, che la terra è il suo sgabello (Genesi 14:22). In molte parabole del vangelo è mostrato il rapporto lavorativo tra il padrone della vigna e i suoi operai, ove, il padrone è riferito, essere Dio. Ciò, ci suggerisce che il nostro sistema organizzativo è coerente con quello che Dio utilizza nella parabola. Differentemente, anche se il nostro tipo di stato democratico è fondato sui principi di uguaglianza di diritti e doveri dei cittadini, pur contrasta quelli specifici che il popolo di Dio aveva chiesto, tramite il profeta Samuele, di un re.  In effetti, sia l’uno sia l’altro, sono sistemi di stato fortemente soggetti a essere inquinati dalla corruzione. Tuttavia, lo stato qualificato come oligarchico, guidato da un re, sembra essere più accreditato da Dio, poiché, Egli, a suo tempo, benedì Salomone e ancora di più, Dio disse che il Regno di Gesù sarà in eterno, incominciando, proprio, nel regnare sulla terra. Se in democrazia, si parla di datore o d’impresario, l’appellativo, padrone riferito all’oligarchia rimane essere quello più affidabile poiché consono con il bene placido del divino.   
Luca 3:14 Anche i soldati lo interrogarono dicendo: E noi, che dobbiamo fare? Ed egli disse loro: Non fate estorsioni ad alcuno, non accusate falsamente alcuno e contentatevi della vostra paga. La chiave di volta è di non rubare e di essere onesti. Da questi due pilastri di comportamento, se eseguiti dal monarca, il male entra con difficoltà e si annulla se Dio lo benedice. Nel sistema democratico, se la forma appare equilibrata e imparziale, l’eterogeneità dei soggetti, porta a una frammentazione di risultati che lasciano sempre qualcuno in disaccordo. Il soggetto caduto in detrimento e la sete di rivincita del potere perduto, porta il sistema democratico in corruzione. Ecco il sorgere di poteri occulti, che pian distruggono la struttura dello stato democratico e creano le guerre e le emigrazioni.   
Atti 7:34 Ho certamente visto l’afflizione del mio popolo in Egitto e ho udito i loro sospiri, e sono disceso per liberarli; or dunque vieni, io ti manderò in Egitto.
Per il principio oligarchico, Dio comanda sempre un singolo per guidare il suo popolo e non un gruppo. Dio ha mandato Gesù per salvare e guidare il mondo, come Re dei re ma Egli, essendo divino, è anche padrone del mondo. Se questa riflessione poteva non essere chiara mille anni fa, lo è ora, avendo il mondo constatato che la scelta attuale del tipo liberistico, è fallita, sia per la diversità del principio di governo rispetto al monarca, sia per l’avvento profetico nella nostra era, della tribolazione. Tuttavia, se qualcuno possa eccepire che sia la democrazia sia l’oligarchia, sono da biasimarne, pur bisognerebbe ricordare che Dio dirà alla fine, che tutti i re e principati della terra si piegheranno a Gesù. Ciò vuol dire che i re e i regni ritorneranno a essere.  E’ bene sapere che, essere contenti della paga, non è riferibile solo a quella del lavoro eseguito onestamente, ma alla mancata attuazione del sistema oligarchico nel nostro mondo, suggerito dal divino. Da ciò, oggi raccogliamo ciò che abbiamo seminato, non avendo saputo ne voluto leggere la volontà di Dio.
Pace e fede nel Signore     

martedì 4 aprile 2017

LA SPERANZA DELLA GLORIA FUTURA




               La grande disarmonia di questo mondo costringe ognuno a non avere più fiducia del proprio stato. Le continue proteste e sommosse contro i governi che per la loro incapacità di governare o di soddisfare i bisogni dei cittadini, fanno si che la corruzione si dilaghi in tutto il pianeta ed è la causa di tutti i mali. Questo consequenziale degrado del popolo che, in situazioni naturali, tenderebbe a cercare nella propria vita un lieto vivere, è visto dai credenti come un avverarsi delle profezie annunciate da Gesù. La questione che ci si pone è quella che, se si riconosce che questo periodo rispecchi l’inizio del tormento profetizzato, come mai, l’uomo non fa nulla per adeguarsi alla volontà di Dio? Essendo che l’influenza del male esercita una forza persuasiva su chi non vuole seguire le vie di Dio, costoro, preferendo di aderire sconsideratamente alle cose del mondo, si scagliano contro i credenti che persistono a seguire le vie dettate da Gesù.
La speranza dei credenti, oggi, mostra una profonda volontà di seguire le vie di Dio, accertandone l’avverarsi degli eventi con meraviglia.  Tuttavia, questa speranza, di raggiungere una condizione superiore a quella terrena, è soppressa dalle sofferenze e dalle difficoltà che la vita provoca nei fedeli, ma non mancano di nutrire la speranza ad attendere il giorno della grazia. La scienza che istruisce a usare gli elementi della natura per migliorare le condizioni di vivibilità è un deterrente importante ma pericoloso, poiché, la disciplina scientifica deve essere usata tenendo presente che sopra di noi c’è Dio, padrone di tutto il visibile e l’invisibile. L’uomo ha la facoltà di superare le barriere della natura, solo con il suo aiuto e questa condizione è obbligatoria, di cui, l’uomo non può farne a meno di Dio. Altrimenti, sarebbe come materia che si dissolve per diventare polvere nello spazio. Di fronte a questo consequenziale fine, si pone la speranza in Dio, la sola che ci alimenta e ci permette di vivere in eterno con Lui. Si è detto che senza la legge il peccato è morto, cioè, senza la sua conoscenza non si potrebbe essere giudicati dalla legge. A quest’affermazione qualcuno potrebbe arguire, se non sia lecito vivere senza la legge. Che motivo c'è di conoscerla se poi si deve essere sottoposti al giudizio, con la conseguenza di essere meritevoli di peccato? Il ragionamento sembra essere logico ma non produttivo ai fini dell’acquisizione della perpetuità d’esistere in eterno nell’universo. Osservando la legge si evita la conseguenza di diventare un nulla e di perdere l’opportunità di essere salvati per l’esistenza eterna. Se l'uomo fosse stato creato per morire, cioè per tornare alla materia, l’eccezione sarebbe giusta, ma l'uomo non è stato costruito per diventare nulla ma per esistere nelle diverse metamorfosi dell’universo, in eterno. Dio ha creato l’uomo non per nulla ma per un fine meritevole d’interesse universale. L’uomo fa parte di un sistema divino che si può dividere in tre stadi, il primo incomincia come uomo senza legge, il secondo come essere sotto la legge e il terzo come uomo che vive per fede in Gesù. Questi tre stadi sono tre gradini che portano alla perfezione, di essere idonei ad avvicinarsi alla presenza di Dio. Aderendo alla legge si ha un obbligo di seguirla per superare la morte. La legge è il primo arnese che il Signore usa per modellato l’uomo a capire il volere di Dio.
Pace e fede nel Signore