lunedì 4 novembre 2024

GESU’ RESE LO SPIRITO

 

 


È altamente difficile capire il significato che passa tra l’anima e lo spirito dell’uomo. Avvolte, nelle Sacre Scritture, sono usati scambievolmente e spesso sono indicati separatamente da indurre in difficoltà quale possa essere la funzione dell’anima e quale possa essere la funzione dello spirito.  Incominciamo a ipotizzare, se gli animali hanno un’anima. Non sta specificatamente scritto che gli animali hanno un’anima o se andranno in cielo ma che è scritto che hanno un soffio di vita: Genesi 1:30 A ogni animale della terra, …. e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento. Genesi 2:7 Dio …soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente. Se gli animali hanno ricevuto un soffio di vita, vale a dire una porzione di vita che li fa muovere per cibarsi e sopravvivere sulla terra, l’uomo con l’alito vitale ha il privilegio di salire in cielo, essendo stato creato ad immagine di Dio. Quindi, l’alito vitale dell’uomo è superiore al soffio di vita degli animali, il quale, quest’ultimo è superiore alla vita vegetale che si muove e cresce seguendo un percorso diverso sia degli animali che degli uomini. Quindi, sulla terra esiste una graduatoria di vita differenziata secondo l’ordine a cui appartiene. Quello che vogliamo arrivare a spiegare è: come dobbiamo intendere nei riguardi dell’uomo, l’anima e lo spirito? Sappiamo che l’uomo vive se la sua anima è in lui: 1 RE 17:22 Il Signore esaudì la voce d'Elia: l’anima del bambino tornò in lui, ed egli visse. Da questa frase si intende che l’anima è portatrice della vita che coinciderebbe a quella dell’uomo Adamo creato nel Giardino ad anima vivente. Così, se l’anima va fuori dal corpo l’uomo muore. Tuttavia, essendo una realtà invisibile appartenente al trascendentale se Dio la fa ritornare nel corpo, l’uomo ritorna in vita. Considerando ora lo spirito, esso può essere infuso con diversa intensità e diversa quantità da Dio: Numeri 11: Io scenderò e lì parlerò con te; prenderò lo Spirito che è su te e lo metterò su di loro….  Da questo sappiamo che vi sono diversi tipi di spiriti che possono essere immessi nell’uomo che oltre l’anima, Esodo 35:31 lo ha riempito dello Spirito di Dio, per dargli sapienza, intelligenza e conoscenza per ogni sorta di lavori…, Dio infonde lo spirito. Se tutto questo vale a spiegarci le funzioni dello spirito, esso ci porta a pensare che lo spirito dell’uomo sia la parte complementare necessaria e pura che collega l’anima dell’uomo a Dio.  Diverso e sommamente difficile spiegare lo Spirito che era in Gesù al momento che, sulla croce, rese il suo Spirito a Dio. Non possiamo, a questo punto, ragionare con lo stesso principio dello spirito dell’uomo, essendo che, Gesù aveva lo Spirito di Dio diretto.  Quando Gesù rese lo Spirito Egli rese quello che ricevette da Dio nel momento del battesimo sulle acque del Giordano, cioè quando lo Spirito Santo scese su di Lui come una colomba. Tuttavia, quando Gesù scese negli inferi, dopo aver dato lo Spirito a Dio, si suppone che, essendo in possesso della sua anima immacolata e pura, potette parlare ed evangelizzare ai morti, come quell’umano che ricevette l’anima e tornò in vita, come detto in: 1 RE 17:22 Il Signore esaudì la voce d'Elia: l’anima del bambino tornò in lui, ed egli visse. Tuttavia, avendo Gesù dato lo Spirito a Dio sulla croce, Egli parlò agli inferi come la Parola, seconda Persona di Dio, poiché, essa era già infusa in Gesù, dalla nascita. Al momento che fu risalito, Dio gli ridiede lo Spirito che aveva prima del sacrificio. Nella risurrezione Gesù acquistò gli stessi poteri divini idonei a presentarsi a Dio. Allora, Gesù, quando sulla croce ha reso lo Spirito, aveva l’anima e lo Spirito della Parola. Così, se Dio è Trino e l’uomo è trino, Gesù sulla terra era anche Trino. Possiamo allora pensare che Gesù come ultimo Adamo, in anima vivente è sceso negli inferi con l’anima e lo Spirito della Parola e dopo quando lo Spirito del Padre ritornato in Lui è risorto e dopo è salito in cielo a sedersi alla destra del Padre. Questo è quello che la mente umana riesce a decifrare, ma i fatti solo Dio li conosce, poiché solo Lui è l’Eterno Dio.

Pace e fede nel Signore   

 

 

 


 

  

venerdì 25 ottobre 2024

IL MATRIMONIO OGGI

 


Sul matrimonio Paolo, consiglia una ristretta condizione che non è facilmente percorribile da tutti gli uomini, quella di non toccare donna ma se le condizioni di vita non siano propizi o se il desiderio è rilevante da condizionare la propria vita, allora, egli consiglia di prender donna per evitare la fornicazione. Aprendo la condizione del matrimonio, Paolo, detta la base inamovibile del rapporto dell’uomo e della donna divenuti marito e moglie. Per il principio dettato da Dio che uomo e donna adottino un rapporto di parità: 1 Corinzi 1:3 …il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; lo stesso faccia la moglie verso il marito.  Questo enunciato non inficia quello ordinato e decretato da Dio nella Genesi, per il quale, i desideri della donna dipendono da suo marito.  Genesi 3:16 …i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te. Che differenza di significato vi sarebbe tra la prima condizione e la seconda? Nella prima si parla di ciò che è dovuto tra le parti in termini di obblighi materiali e di diritti morali e, su quest’ultimi, rispetto, dignità, orgoglio dell’uomo di avere una moglie, tutela e responsabilità di buon padre di famiglia devono essere rispettati. Sulla prima condizione espressamente è scritto: 1 Corinzi 1:7 La moglie non ha potere sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potere sul proprio corpo, ma la moglie. Questo potere trasversale è la condizione inamovibile che l’uno ha libertà sul corpo dell'altro per formare un solo corpo che corrisponde al principio del matrimonio dettato da Dio nella Genesi. In effetti, non solo si uniforma la libertà materiale tra la coppia ma anche il carattere e gli ideali si assuefanno l’uno all’altro, come il calore di un corpo si trasmette ad un altro. Ecco che, pur che i corpi di marito e moglie sono separati essi sono uniti nello spirito. È una unione che non si vede eppure si sente nei casi quando l’uno coniuge non può stare senza l’altro o quando uno tutela l’altro in qualsiasi situazione. In riguardo all’accoppiamento, raccomanda di non privarsi l'uno dell'altro se non di comune accordo per un tempo, per dedicarsi alla preghiera ma che si torni insieme per non dare agio a satana che ci tenti a motivo della nostra incontinenza. Di per sé, Paolo, riesce a mantenersi nello stato singolo ma considera che gli altri difficilmente lo possano fare. Per questo, ognuno avendo ricevuto il proprio dono da Dio, faccia secondo il sentire del timore di Dio. Come si fa a decidere se non si sente il suggerimento della scelta? Il volere di Dio non è raggiungibile se l’uomo o la donna sono attaccati al materiale e agli usi volgari dell’esistenza ma se si ha un timore di Dio tutto procederà automatico, perché senza che ce ne accorgiamo Dio ci guiderà. Oggi il matrimonio, tuttavia, non ha più valore né materiale né spirituale, poiché, si sono persi quelle che sono le volontà di sottomissioni o il sacrificio di sopportazione. L’amore non fa più notizia nemmeno è più ritenuto sacro, la promessa è diventata solo una cerimonia di un giorno di piacere o di svago. L’introduzione del divorzio facile ha scompaginato la cultura del matrimonio e la sacralità della sua durata di tutta la vita. I pregiudizi, i contrasti e le correnti liberistiche si sono assuefatte alla corruzione, alla suscettibilità, al rispetto dell’ego che è diventato superbo e vanitoso perché la legge lo affianca fortemente con una tutela tout court. Il matrimonio viene deriso e deprezzato come tirannia possessiva di uno verso l’altro, gli occhi dei coniugi non stanno più fermi e il parlare è divenuto volgare da famigliarizzare con gli altri facilmente con istinti invadenti di volgarità carnale. Tutti i sentimenti si sono modificati concentrandosi sul corpo. Esso è diventato l’archetipo del desiderio sessuale in tutti i livelli, anche nelle chiese ove la donna ha preso dominio di privilegio e di attenzione, sostituendosi all’uomo immagine di Dio. Il matrimonio è stato sostituito con la convivenza che presto si è trasformata in bivacco offendendo e disprezzando il vincolo del matrimonio divinamente ordinato per una natura esistenziale di corretta civiltà.  Si è diventati meno degli animali ove in loro regna l’affetto e la responsabilità di crescere i propri figli e sono pronti a morire combattendo contro i predatori. Dio dice che è un Dio geloso, ma la gelosia è stata considerata spregevole una mania oppressiva di dominanza cruenta e minacciosa.  Tutto ciò che è depravato è divenuto legittimo anche il parlare volgare ha preso piede in persone dove mai si avrebbe pensato che potesse essere pronunziato. Così, il matrimonio che doveva essere gioia di vita di coppia è divenuto indice di paura di andare verso un ignoto destino, essendo che, un possibile divorzio porterebbe rovina. Anche la prole innocente viene intaccata da questa devastante anomalia e molti si privano di generare e al limite della depravazione, alcuni li uccidono. È anche l’assassinio tra coppie è diventato possibile che accada. Non è questa la civiltà che i popoli si sarebbero aspettato, eppure, l’emancipazione, i diritti elargiti hanno sbilanciato la giustizia che è finita per promuovere più i vizi che tutelare la dignità.  Anche il giudicare non è imparziale i giudici si trovano in difficoltà di accontentare tutti e spesso una parte non rimane soddisfatta anche se ha vinto la causa. Nel matrimonio è subentrato il diritto di carriera che reclama una parte dopo alcuni anni di matrimonio. Questo è indice di divisione, di imposizione e di egoismo che a pagare sono spesso i figli o la parte che si trova a soccombere senza giusta causa. Così, essendo il matrimonio divenuto un intoppo tutti si danno al bivacco, all’avventura ma che alla fine degli anni si trovano soli e abbandonati da tutti. Il matrimonio, colonna di famiglia e di gioia è fallito perché la legge non è imparziale e perché continua a vedere i fatti e non valutare, alla stessa tregua, le motivazioni e, su queste, intervenire con la guida della persuasione, insegnando la sopportazione e il sacrificio che cade su tutti in questo mondo. 

Pace e fede nel Signore