martedì 19 maggio 2026

IL RAPPORTO DELL'UOMO CON DIO

 


 

l rapporto che esiste tra gli uomini dipende dalle relazioni che sorgono tra gli uni e gli altri che governano la fattispecie umana in questo mondo. I sentimenti sono condivisi e proporzionati a quello che si riceve, tale da rendere funzionale il sistema esistenziale in un lungo tempo indefinito. Questo sistema non coincide con il rapporto che l’uomo deve avere con Dio, essendo l’uomo materia creata, la quale, segue una traiettoria super naturale di divina origine, mentre Dio è divino di per sé. In effetti il rapporto dell’uomo verso Dio prende forma dalla struttura carnale che si relaziona con quella di Dio che è spirituale. Tra i due l’uomo è trino con carne, anima e spirito, simile ma non uguale a Dio, che è Trino come Padre, Figlio (la Parola) e Spirito Santo. Questo significa che Dio domina la carne perché Spirito Creatore della carne e per questo ha in ogni circostanza compassione dell’uomo. Alla frase: Genesi 6:3 Il Signore disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne. Dio pone una condizione limite della sopportazione dello spirito divino verso la carne. Se l’uomo non riesce a rendersene conto della sua dipendenza spirituale perde il rapporto con Dio e Dio, nel caso in oggetto, ne limita l’esistenza come l’ha portata a 120 anni.  Consideriamo la trinità dell’uomo in riferimento alla carne, egli dovrebbe osservare le regole dettate da Dio, ma non è sempre possibile, infatti, lo stesso Paolo dice che faccio sempre quello che non vorrei fare. A questa deficienza dell’uomo Dio dona spesso il suo perdono affinché lentamente egli si ravveda. Avendo visto che Dio concede grande consapevolezza e perdono sia nei confronti della debolezza della carne e sia di quella detta prima, dello spirito, diverso è il caso sulla debolezza dell’anima. Qui l’anima pecca e paga il fio, essendo che essa rispecchia quell’anima vivente di Adamo ed Eva, che essendo loro a conoscenza delle direttive di Dio, perché l’anima conosceva Dio, hanno disatteso le norme di Dio. Come dire che tra l’auto, il conducente e la benzina che fa muovere il corpo auto, chi paga l’infrazione è il conducente e quindi è l’anima dell’auto a pagare, essendo la carrozzeria la carne, la benzina lo spirito e l’anima il conducente. Ecco che quando Dio pose il limite all’età dell’uomo non si rivolse al corpo o allo spirito ma direttamente all’anima dell’uomo che pur sapendo, ella disattese la regola di Dio. Il rapporto di quanto possiamo intendere è riferibile all’anima e non al corpo. Ma allora quando l’uomo viene colpito da malattie o diventa zoppo o altro, cosa succede? Succede che la carrozza è investita e che il conducente, anima, deve stare attento a guidare il suo corpo. Meglio che si entra con un occhio o con un arto in meno nel regno di Dio che avere l’anima in peccato dice Gesù. Quindi quello che vale è il conducente che deve essere sano e puro.

Pace e fede nel Signore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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