mercoledì 1 novembre 2017

SIGNORE,SIGNORE



La facoltà di avere un dibattimento per esporre le proprie difese sarà possibile anche nel regno dei cieli. Per ognuno, non sarà una scena muta. Tuttavia, essa potrebbe esserlo se, nel giudizio, le accuse rivoltaci saranno evidenti. Nel caso in cui, si crede di essersi comportati secondo la guida divina, si può replicare, se le proprie opere non dovessero essere considerati meritevoli. Matteo 7:22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
Da questa lettura, si comprende l’eventualità di chiedere una chiarificazione nel merito della propria condotta, se si crede che essa sia stata fatta coerente all’insegnamento di Gesù. Nella versione dei fatti, l’uomo, vissuto con la visione terrena, può nascondere un fatto, credendo di non essere scoperto. Se ciò dovesse accadere, si dimenticherebbe che Dio scruta in profondità i cuori e i sentimenti intimi che sono custoditi segretamente. Questo potere è spesso dimenticato, anche dal credente che, pur operando nelle vie del Signore, continua a far valere la cognizione delle proprie azioni. Tuttavia, nel momento in cui sarà giudicato, egli non riceverà la posizione dell’escluso dal regno di Dio, ma certamente sarà considerato minimo.
Matteo 5:19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Questa esperienza accadrà certamente a ognuno di noi, se nella nostra vita abbiamo avuto modo di esercitare la fede in Dio ma non correttamente osservato le opere, oppure insegnato il vangelo e non lo abbiamo, noi stessi osservato. La differenza della pena, sta nel fatto che, nel giudizio terreno possiamo essere condannati, nel giudizio divino, per amore e per grazia, saremo considerati minimi.
Il valore immanente della qualificazione del giudizio sarà la considerazione della persona, grande o minima che sia. Mai, una creatura che ha esplicato nella terra, la fede in Dio, sarà abbandonata. Sarà simile, ma non uguale, al figliuol prodigo, che non è stato abbandonato dal padre ma accolto a braccia aperte, così farà il Signore, quando esaminerà la nostra condotta. Egli valuterà, secondo la sua giustizia.
Come premessa del tipo di giudizio che potrebbe avvenire, Gesù ci dà una parola di conforto e un sprono a comportarci meglio, sin d’ora.   Luca 6:46 Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico? Gesù ci viene in contro, con questo messaggio, per evitare le conseguenze di un giudizio sfavorevole e ci ricorda di stare attenti a nostro fare e al nostro dire. Un suggerimento che mostra amore indiscriminato verso di noi, il che deve farci riflettere che se osserviamo al meglio l’insegnamento di Gesù, possiamo avere una buona aspettativa di un giudizio favorevole. In definitiva, se speriamo di essere giudicati con amore, già sulla terra, dobbiamo seguire gli insegnamenti di Gesù, senza guardare a destra né a sinistra. Possiamo così, chiamare il Signore non per contestare ma per glorificare il suo grande amore che ha avuto ed ha per noi. 
Pace e fede nel Signore


martedì 3 ottobre 2017

IL CREDENTE



Nell’esperienza cristiana si possono osservare due tipi di fedeli che concorrono allo stesso credo in Dio, ma che hanno attitudini diverse nella vita. La combinazione di questi due modelli formano il cristiano come Gesù insegna a ognuno per ricevere la grazia di Dio. Il primo personaggio è chiamato, religioso e si immagina che sia colui che vive di sforzi, ottemperando alle opere e alla sua assidua frequenza alla chiesa, non trascurando la comunione dei fratelli e le visitazioni ai malati. Il secondo tipo di persona si riferisce al credente che vive di certezze, vale a dire, esercita la fede e mostra la sicurezza delle promesse del Signore che si avverano puntualmente e proclama il vangelo.
La dissomiglianza dei due personaggi rappresenta la diversità dei compiti che ha ciascun membro a rappresentare il corpo di Cristo, poiché congiuntamente sono necessari per la manifestazione dei figli di Dio al mondo che li guarda. Tuttavia, i credenti nel corso del tempo, hanno assunto un cambiamento nel professare il credo e quindi si è affievolita lentamente la loro fede in Dio. Le vicissitudini della vita, i cambiamenti politici e demografici e le diversi correnti di pensiero filosofico, hanno modificato l’attitudine del professare la corretta fede. Ciò, ha permesso l’entrata di altre correnti pagane che hanno preso posto nella mente degli uomini, tale che, questo loro allontanamento è stato notato da Dio sin dalla venuta di Gesù sulla terra. Marco dice 7:7 Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d’uomo. Il Signore apertamente dice che non è soddisfatto dei culti che i credenti fanno a suffragio a Dio, ma che se sono delle dottrine in apparenza, in realtà, sono precetti d’uomo.
È chiaro che l’effetto di tale mutamento lo si vede distintamente oggi in molte fronti della chiesa, ove ci si preoccupa più della forma che della crescita dello spirito. In tutto si opera seguendo quelle che sono le guide dettate da autorità di pensiero, comprendendo anche quelli degli alti gradi della stessa chiesa e quelli di costume, altrimenti detti, moraliste, permessi anche dalla legge. Vi sono poi gli usi, tra i tanti, si fa cenno a quello che le donne indossano vestiti d’uomo e altri usi e privilegi ecc.
La società cambia, poiché, cambiano le leggi. Per conseguenza, nascono divisioni tra quelli che copiano la forma e quelli che si ostinano a seguire la originaria fede, ribadendo in modo convinto quello che le Sacre Scritture dicono. Non è poca cosa che il Signore riprende il suo popolo lamentandosi dei culti che non corrispondono alla corretta guida divina ma a quelli preposti, spesso imbevuti da precetti dettati dalle autorità.
Marco 7:6 Ed egli rispose loro: Bene ha profetizzato Isaia di voi, ipocriti come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Questa è una sentenza che non lascia spazio a nessuna giustificazione e fa riflettere al tipo di condotta che ottemperiamo nelle chiese, che pur offrendo la fede in Dio, la stessa può non piacere a Dio. Non bisogna illudersi che se non sentiamo la sua voce o non vediamo un segno tangibile della sua presenza, tutto è a gradito a Dio.
Le forze della natura che si ribellano e agiscono in modo inappropriato creando distruzione sono un segno della sua disapprovazione, che se la scienza li attribuisce a fenomeni fisici, fisici non sono. La sua ira è manifesta anche se opera in silenzio quando muove gli elementi della natura dimostrando che al di là, vi è la potenza di Dio. Come riconciliare la fede del credente con la volontà del Signore? Un modo potrebbe essere quello di leggere prima le cose che ci fanno male, che preferiamo saltarle, dopo quelle che ci santificano.
Pace e fede nel Signore

domenica 3 settembre 2017

SEGUIMI



Il tenore di vita del XXI secolo sembra essere caotico e non coincidente con la logistica, di cui, la mente umana ordina i principi della natura. Se l’uomo è capace a determinare la scala periodica degli elementi e a definire l’ordine delle strutture, come è possibile che non riesca a determinare l’assetto che disciplini la funzionalità della propria esistenza? Questa incapacità, scaturisce dall’avere acquisito, a torto o a ragione, il libero arbitrio o la scelta del libero scambio? Il fatto è, che tutto ciò che si considera esistenza, rappresenta rete di confine ove difficilmente si possa uscire per considerarsi effettivamente liberi. Sembra che per risolvere un facile problema, l’uomo ne stia creando uno irrisolvibile. Ecco che è necessario che l’uomo abbia una guida che lo riporti a considerare la realtà della vita per mettere a fuoco i valori della sua esistenza, come superiore essere di questo mondo. Matteo 8:22 Ma Gesù gli rispose: Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti. L’umanità che non conosce Gesù è considerata come essere morta essendo che ha sviato la propria attitudine dalla conoscenza difvina e ha promosso come principale le cose che hanno poco valore sulla terra. Questa attitudine è considerata un miraggio che, pur l’uomo vedendo in esso una realtà essa non è la vera, poiché, non resiste al tempo e inevitabilmente, sarà cancellata dalla memoria dell’uomo con tutte le opere che ha prodotto. Questo consiglio, rappresenta un richiamo a chi caparbiamente si ostina a seguire un’attitudine diversa da quella stabilita. Il suggerimento non è posto da un uomo né dalla risultanza di una millenaria esperienza ma è rivelata da Dio, essendo che Egli è il vivente. Non seguire il suggerimento di Gesù, significa andare al buio verso l’incerto ove qualsiasi cosa decisa non si sa se è quella giusta. Talmente è l’incertezza, che sembra che si operi seguendo un istinto naturale sconosciuto che ci governa come se fossimo sottomessi. Luca 9:59 A un altro disse: Seguimi. E costui rispose: Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre. Mancando il discernimento di operare una scelta propria, avvolte, si segue un costume che pur appartenente a una buona creanza, si perde la saggezza di anteporre ciò che è superiore. Questo giovane, pur chiedendo di ottemperare un giusto compito, stava per perdere la benedizione della sua vita. Atti 12:8 E l'angelo a lui: Mettiti la cintura e legati i sandali. E così fece. L'angelo disse: Avvolgiti il mantello, e seguimi. È necessario, quindi, che si sappia il momento della rinascita che avviene in ognuno di noi al momento della chiamata, che si può verificare in due modi, quella di conoscere Dio, in cui, la vita avrà un cambiamento radicale e quella della morte, per la quale bisogna prendere il mantello della virtù della vita trascorsa e avviarsi verso il luogo del giudizio. Per assicurarsi un buon esito è necessario seguire gli insegnamenti di Gesù, che è il nostro avvocato, tralasciando le opere fatte sulla terra che si ritengono meritevoli, poiché il perdono sarà la sola richiesta della nostra anima. Il seguire Gesù, non è un obbligo ma il riconoscimento di avere trovato il giusto e la verità, essendo che l’uomo avendoli cercati per tutta la vita, non li ha trovati ma li ha rinvenuti nelle Sacre Strutture. È anche una convenienza per l’uomo che vive in questa terra, di seguire Gesù per l’ottenimento della propria salvezza, che lo rende idoneo di vivere nel regno di Dio. Giovanni 21:22 Gesù gli rispose: Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi. Qualsiasi ragione che si ponga si annienta difronte al seguire Gesù. L’uomo che può argomentare su ogni opinione avvolte non si accorge di andare oltre il suo limite e perdere il senso del fine delle cose materiali e il valore della vita. Imperativamente Gesù ci dice, seguimi e da questo ordine ne deve uscire una esecuzione del comando datoci, per cui si possa dire, noi lo seguiremo fino alla fine.
Pace e fede nel Signore