lunedì 2 giugno 2014

PERCHE' NON VEDIAMO DIO?




      Nel dire Dio che è Spirito, ha indicato la sua vera natura invisibile o essendo visibile, ha posto un limite temporaneo alla vista dell’uomo? Sappiamo dalle Sacre Scritture che quando saremo nel suo Regno lo vedremo per come Egli è, ma a Mosè Egli dice “tu non puoi vedermi e vivere”. 

Perché, Dio non può essere visto? Bene. Se pensiamo che nel giardino dell’Eden, Adamo, come anima vivente vedeva Dio in Spirito, allora, possiamo supporre che il vincolo è stato posto per la conseguenza della disubbidienza dell’uomo.

Questo spiega che, a causa del peccato non vediamo Dio ma grazie per il suo amore saremo modellati su questa terra per riacquistare l’iniziale incorruttibilità, che provveduta da Gesù, ci permetterà di rivederlo per come Egli è.

 Gesù, allora, oltre che a essere l’artefice per purificare il cuore dell’uomo al volere di Dio è anche la proiezione dell’invisibile Dio sulla terra. 

Calossesi 1:15 EGLI è l’immagine dell’Iddio invisibile, il primogenito d’ogni creatura.

In questo modo, Dio, aggirando la sua stessa legge, salva l’uomo dalla sua caduta per mezzo di Gesù, che essendo Parola di Dio fatta carne, sacrifica la sua stessa carne per giustificare a Dio la carnalità dell’uomo, dove è detto che “l’uomo non è altro che carne”.

Non è poca cosa che Gesù è sceso sulla terra, perché era necessario che Dio creasse le stesse condizioni in cui Adamo era nel Giardino, perché Egli crea una sola volta per l’eternità. 

Se da un lato all’uomo è stato posto il vincolo di non vedere lo Spirito di Dio, dall’altro può, certamente, sentire la sua voce.

Ebrei 3:15  ……….Oggi, se udite la sua voce, non indurate i cuori vostri, come nel dì della ribellione.

Per avere questa esperienza, non è sufficiente essere credente, ma l’uomo deve abituarsi a sentire prima il proprio spirito, poi gli sarà aperto un varco verso il cielo per udire la voce del Signore, perché Egli è il Dio della pace e non della confusione.

L’uomo sarà avvolto nel nulla e resterà nel niente se non si abbandona a Gesù.  Dio, se ha permesso a Mosè d’essere visto di spalle, ora, attraverso l’opera di Gesù, lo vedrà come Adamo ed Eva lo incontravano nel principio, ma non in questa terra, ma dove Gesù stesso, sta preparando il luogo.

         2 Corinzi 4:4  ……………, acciocché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, il quale è l’immagine dell’invisibile Iddio, ………...  

Per questo dobbiamo stare attenti a distinguere l’iddio di questo secolo con Dio, Creatore. Perché il libero arbitrio che l’uomo crede di avere su questa terra non è libertà di scelta ma giusta scelta, di un dono ricevuto.

Se Dio è con noi, vuol dire che questa scelta, l’ha già fatta Lui per noi. ”Vi ho scelto prima che il mondo fosse”.

Pace e fede nel Signore


giovedì 1 maggio 2014

DUE MONETE



Il complesso strutturale umano sin dai tempi si è avvalso, dopo l’esperienza del baratto, di un sistema funzionale che velocizza i rapporti commerciali tra l’uno e altro popolo. Gli uomini, nel far uso della moneta, insieme all’utilità dello scambio hanno sviluppato, purtroppo, tutte le fattispecie del raggiro. Sono rimasti due principi naturali inamovibili, uno negativo che rappresenta la croce e l’altro positivo che rappresentala testa: il primo, è quello che col denaro non si può comprare la vita e l’altro col denaro si può in parte curare l’esistenza del proprio corpo. Quest’ultima necessità ha fatto sorgere, come per riflesso, l’obbligo morale di assistere anche chi è bisognoso di cure. La morale collaborativa non ha però, sempre brillato nella coscienza degli uomini. Tuttavia, Gesù nelle sue parabole ci ha spesso richiamato ad applicare il sentimento umano ad applicare l’amore, detto anche “altruismo”, verso il prossimo ma esso nell’applicarlo, è stato come un seme caduto nella terra arida. Si fa richiamo al comportamento del samaritano in: Luca 10:35 E il giorno dopo……, prese due denari, e li diede al locandiere, dicendogli: "Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno". Attuando la carità verso il vero bisognoso con sincero sentimento d’affetto, come ha fatto il samaritano nel soccorrere il malato con la promessa che al suo ritorno avrebbe dato il di più, allo stesso modo, Gesù al suo ritorno donerà anche a noi l’eccedenza se a qualcuno bisognoso abbiamo dato supporto. Anzi, conoscendo il suo cuore, darà tre volte tanto. A questo punto ci accorgiamo che il sistema monetario, non sarebbe solo il mezzo di sussistenza per far vivere bene solo chi possiede il denaro ma serve anche per dare assistenza ai bisognosi, essendo che, la ricchezza di questo mondo appartiene a Dio e noi ne siamo solo usufruttuari. Queste cose insegnano le Sacre Scritture.  Gesù, infatti, pur essendo ricco ha sostenuto questo principio di umiltà con grande amore: Matteo 8:20 E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane, …………….. ma il Figliuol dell’uomo non ha pur dove posare il capo. Se Gesù per amore è vissuto povero, Dio lo fece ricco per dimostrare la sua originaria ricchezza agli uomini, quando alla fine del suo ministero fece ospitare il suo corpo nella tomba di un uomo ricco.  Matteo 27:57 Poi, in su la sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato per nome Giuseppe, il quale era stato anch’egli discepolo di Gesù. Gesù così ha avuto due “Giuseppe”, uno povero dove Egli è nato e l’altro “Giuseppe di Arimatea”, ricco ove il suo corpo riposò.

Dio, secondo il nostro parere, ci ha voluto spiegare le due forme di monete una materiale che si riferisce a chi si riconosce di essere nella ricchezza e l’altra, invisibile, che porta il presupposto di superiore vita, avendo l’emblema della generosità usata in questo mondo per essere soddisfatta, poi, con la vera ricchezza di Dio della vita eterna. E’ tempo, allora, che tu ed io cerchiamo di disporre di queste due monete, una per sopravvivere e l’altra per vivere in eterno.

Pace e fede nel Signore

 

martedì 1 aprile 2014

L’ORO O IL TEMPIO




Come può suscitare tanta influenza il valore dell’oro?  E’ perché è una risorsa scarsa o perché biblicamente è considerato il metallo nobile per eccellenza. Nella nostra esistenza risulta essere fonte di ricchezza e causa di morte. Tuttavia l’uomo non si arrende dall’avidità di possederlo e persino di adoralo.
Matteo 23:17  Stolti e ciechi! Perché, cosa è più grande, l’oro o il tempio che santifica l’oro?

Cosa significa mai che il tempio santifica l’oro? Si trova esso nella media posizione tra la santità e il peccato, oppure occupa la zona media dell’albero della conoscenza del bene e del male?  Il fatto sta, che la differenza della posizione tra l’oro e il tempio è talmente vicina a quella spirituale, che Gesù è costretto a porre all’uomo un interrogativo serio, quello di discernere con obiettiva coscienza la loro posizione.

Questa precisazione spinge la coscienza a esaminare la condizione del nostro rapporto con Dio. Se fra Dio e noi c’è l’oro, allora per arrivare a Dio dobbiamo eliminare l’oro, come pure è da scartare l’oro per valorizzare il tempio. Prima di scartarlo però, dobbiamo conoscerlo, perché Gesù dice:

Apocalisse 3:18  Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco………
Ciò vuol dire che l’oro terreno, essendo pericoloso, bisogna saperlo controllare e non mai essere succubi del suo fascino. L’oro che Gesù ci offre, invece, è la sua Parola, che è come oro affilato col fuoco dallo Spirito Santo ed ha valore altissimo per il regno di Dio. Questa è la qualità spirituale, degna di grazia e di benedizione elargita da Dio a chi acquista il suo oro affilato.
Matteo 23:16  Guai a voi, guide cieche! che dite: Se alcuno ha giurato per lo tempio, non è nulla; ma se ha giurato per l’oro del tempio, è obbligato.  

Se l’oro con tutte le cose è stato creato da Dio, come possiamo dare gloria all’oro che è materia che si distrugge e non lodare Iddio che l’ha formato?  Sarebbe come considerare le stelle e non apprezzare l’universo che li contiene. Saremmo più preoccupati del nostro corpo e non dello spirito, che riveste il corpo. Così, non abbiamo concezione di che cosa è venuto a fare Gesù sulla terra e nemmeno cosa sia la salvezza o cosa sia l’eternità. La nostra visione sarebbe proiettata solo verso il basso senza considerare il cielo.

Ci è stata data da Dio la facoltà di ammirare il cielo come opera delle sue mani, ma noi guardiamo l’oro della terra come eterno bene.  Se non abbiamo la capacità di distinguere ciò che è oro e ciò che è vita, Gesù che è “Vita” non sta in noi e il tempio è sacrificato dall’oro e l’oro sacrificherà noi.  Amiamo, allora, solo Gesù e non l’oro o le ricchezze, perché Egli ci insegna a contentarci del giusto, perché esso lo troveremo sempre, anche nell’aldilà.
Pace e fede nel Signore 
Dr. Giuseppe Drago